Alle 5:02 del mattino del 30 settembre, su un repository GitHub aperto da appena tre ore compare un commit intitolato con una sola parola: one-shot. Dentro ci sono 241 file e circa 42.000 righe di codice in Rust. È il primo mattone di PhotoCraft, un editor di immagini che promette di fare tutto ciò che fa Photoshop: stesse funzioni, stessi menu, stesse scorciatoie da tastiera.
Da un commit a una suite completa
Una settimana dopo, PhotoCraft non è più solo: accanto compaiono VectorCraft, FilmCraft, LightCraft, PrintCraft, EffectCraft e DesignCraft, controparti rispettivamente di Illustrator, Premiere, Lightroom, Acrobat, After Effects e InDesign. In totale un milione e mezzo di righe di codice e oltre 3.500 commit, di cui sette su dieci firmati dallo stesso sviluppatore: Claude Opus. Non si tratta di decompilazione — operazione tecnicamente impraticabile su una suite di quelle dimensioni e comunque illecita — ma di una riscrittura integrale guidata dall'IA con un metodo che va oltre il semplice vibe coding.
La sfida ha radici profonde: ricreare Photoshop è da sempre il sogno proibito del software libero. Ivan Kutskir con Photopea ci ha messo oltre dieci anni per arrivare a un decimo delle funzioni, e la specifica PSD di Adobe resta volutamente lacunosa per scoraggiare i cloni. Il fatto che quei dieci anni siano diventati sette giorni dice molto sull'impatto dell'IA sullo sviluppo software.
Il caso FilmCraft: codec riscritti da zero
Dietro le Crafting Apps c'è ArtCraft, progetto open source di Brandon Thomas presentato come un "Cursor per il cinema". Thomas avvia i repository, poi lascia la scena a Claude: EffectCraft e FilmCraft toccano 290.000 righe, VectorCraft e PhotoCraft 250.000, il più piccolo DesignCraft supera le 90.000. Tutte le app sono scritte interamente in Rust, girano native su Mac, Windows e Linux senza Electron e si compilano anche per il browser.
Il caso più estremo è FilmCraft: invece di appoggiarsi a FFmpeg, il team IA ha riscritto da zero in Rust codec H.264, HEVC, AV1, VP9, ProRes e contenitori MP4, MOV e Matroska partendo dalle specifiche pubbliche. Il decoder H.264 prodotto dall'IA è risultato identico al bit su 37 clip di test, decodificando tra 500 e 600 fotogrammi al secondo in HD. Il progetto non è ancora pronto per la produzione — il team stima una maturità tra il 50 e il 60% — ma il metodo, documentato in file Agents.md che fungono da project manager per l'IA, è la vera notizia.