Gli agenti AI per lo shopping sono sulla carta la prossima rivoluzione del commercio online: Meta, Google, OpenAI e altri giganti hanno già lanciato strumenti che promettono di prenotare voli, trovare il prodotto giusto tra miliardi di articoli e acquistare biglietti per eventi sportivi al posto nostro. Peccato che, nella pratica, comprare qualcosa richieda che l'altra parte sia disposta a vendere. E sempre più retailer stanno alzando muri.
Amazon guida il fronte dei blocchi
L'esempio più eclatante è Amazon, che ha citato in giudizio Perplexity accusandola di aver ignorato le richieste di fermare il proprio agente sul sito. Più di recente, il colosso dell'e-commerce ha bloccato anche Muse di Meta. Non solo siti di vendita: Jamie Dimon, CEO di JPMorgan Chase, ha dichiarato che la banca non permetterà ad agenti esterni di accedere ai conti, definendo la mossa «troppo rischiosa» per clienti e azienda. E alcuni utenti segnalano di non riuscire a usare agenti per prenotare viaggi con Delta e Amtrak.
Anche senza divieti espliciti, l'accesso resta a macchia di leopardo. Muse, incaricato di cercare una crema idratante specifica, è rimasto intrappolato nel controllo anti-bot di Target un giorno, per poi passare il giorno dopo. Ha suggerito un negozio di alimentari che non spedisce all'indirizzo richiesto e, per i consigli sui materassi, è stato di nuovo bloccato dallo stesso retailer. Come spiegato da Target, le protezioni servono a tutelare i dati dei clienti e impedire transazioni non autorizzate per conto terzi.
Il paradosso degli agenti che funzionano
Se gli agenti che falliscono sono frustranti, quelli che funzionano sollevano interrogativi ancora più scomodi. Mettendo alla prova Muse su The RealReal, il retailer di moda di seconda mano, è emerso un uso borderline: l'agente ha aggiunto al carrello i 10 articoli più recenti di un brand, bloccandoli per 20 minuti a ogni scadenza e impedendo di fatto ad altri acquirenti di comprarli. Una pratica tecnicamente consentita ma che, se adottata su larga scala, rischia di trasformare lo shopping in una gara tra agenti.
The RealReal si dice aperto agli agenti di terze parti, purché con salvaguardie contro attività automatizzate disruptive. Intanto, senza Amazon, anche il compito più semplice — trovare il prezzo più basso di un prodotto già scelto — resta incompleto. E se avete preferenze su prezzo, resi o spedizioni, l'agente è solo l'ennesima entità a cui doverle spiegare.