Il governatore dell'Illinois JB Pritzker ha le idee chiare sull'intelligenza artificiale: da un lato una tecnologia capace di allungarci la vita fino a 100 anni, dall'altro un rischio paragonabile a quello delle armi nucleari. In una lunga intervista, Pritzker ha affrontato i temi che stanno ridefinendo il rapporto tra politica, big tech e cittadini: AI, data center, privacy e il ritorno di Trump sulla scena politica.
Un riallineamento politico generazionale
Secondo Pritzker siamo di fronte a una svolta epocale: il governo non può più limitarsi a collaborare con le grandi aziende, ma deve diventare un difensore dei lavoratori e delle fasce più vulnerabili. «Troppo potere in troppo poche mani», ha detto riferendosi ai colossi dell'AI e dei social media. Un cambio di atteggiamento che, secondo il governatore, riguarda anche il Partito Democratico, chiamato a essere più aggressivo nel proteggere i cittadini dalle tecnologie che invadono le loro case.
Occupazione e dignità del lavoro
Il nodo più spinoso resta il lavoro. Pritzker non è convinto che l'AI porterà inevitabilmente a licenziamenti di massa, ma avverte che la direzione sembra quella. Oggi un tasso di disoccupazione del 4% è considerato quasi pieno impiego; domani, con l'avanzata dell'automazione, si potrebbe scivolare al 7% o addirittura al 10%. «Dobbiamo essere preparati e proteggere chi perderà il posto», ha sottolineato, ricordando che storicamente disoccupazioni a due cifre hanno generato sconvolgimenti economici e politici profondi.
Infine, la domanda che tutti si fanno in Illinois: i Bears resteranno a Chicago? Pritzker ha rassicurato: le trattative con la squadra e la NFL sono in corso per tenerli tra Chicago e Arlington Heights, dentro i confini dello Stato. Una battuta che chiude un discorso ben più serio, ma che conferma come il governatore intenda difendere il territorio anche sul piano sportivo.