La Svizzera ha deciso: a partire dal 2031 anche i camion elettrici a batteria e a idrogeno dovranno pagare la tassa sul traffico pesante (TTPCP). La misura, approvata dal Parlamento elvetico, segna un cambio di rotta rispetto all'attuale esenzione totale per i mezzi a zero emissioni. L'obiettivo è duplice: da un lato garantire entrate stabili per la manutenzione delle infrastrutture, dall'altro evitare che il rapido aumento dei veicoli elettrici eroda la base imponibile della tassa.
Riduzioni transitorie e impatto sui camion italiani
Per attenuare l'impatto, il provvedimento prevede riduzioni transitorie che diminuiranno progressivamente negli anni successivi al 2031. Le aliquote piene entreranno in vigore solo dopo un periodo di adattamento, non ancora specificato nel dettaglio. La tassa riguarderà tutti i veicoli pesanti che circolano in Svizzera, compresi quelli immatricolati in Italia e negli altri Paesi UE. Le aziende di trasporto italiane che operano rotte verso la Svizzera dovranno quindi rivedere i propri calcoli di convenienza: il risparmio garantito oggi dall'esenzione per i mezzi elettrici verrà meno, anche se in modo graduale.
Perché la Svizzera cambia rotta
La Confederazione introduce questa modifica per preservare il gettito della tassa sul traffico pesante, che rappresenta una voce importante del bilancio federale. Con la transizione energetica in corso, sempre più camion elettrici e a idrogeno circolano sulle strade elvetiche: mantenerli esenti avrebbe ridotto drasticamente le entrate nel lungo periodo. Il Parlamento ha quindi scelto una via intermedia: tassare anche i mezzi a emissioni zero, ma con un periodo di transizione morbido per non penalizzare troppo le imprese che hanno già investito in flotte green. La decisione svizzera potrebbe fare scuola in Europa, dove diversi Paesi stanno valutando misure simili per adattare la fiscalità dei trasporti alla mobilità del futuro.