Windows 11 è noto per essere un sistema operativo piuttosto esigente in termini di risorse hardware, con requisiti minimi che includono 4 GB di RAM. Tuttavia, lo sviluppatore NTDEV è riuscito a spingersi ben oltre i limiti convenzionali, avviando Windows 11 26H2 con appena 128 MB di RAM. L'esperimento, documentato online, ha permesso di mantenere l'accesso al desktop, a Esplora file e persino al Blocco note, dimostrando che il sistema può avviarsi anche in condizioni estremamente ridotte.
Un esperimento al limite
NTDEV non è nuovo a imprese del genere: è noto per aver ridotto all'osso le richieste di Windows, creando versioni minimali come Tiny11. Questa volta, però, la sfida era ancora più ardua: far girare la prossima versione di Windows 11 con una quantità di memoria pari a quella di un telefono di vent'anni fa. Il risultato è sorprendente, ma non significa che il sistema sia utilizzabile per l'uso quotidiano. Con 128 MB, Windows 11 mostra tutte le sue criticità: le applicazioni si avviano a fatica, il multitasking è impraticabile e le funzionalità di base richiedono tempi di attesa estenuanti.
Implicazioni e limiti
L'esperimento ha soprattutto un valore dimostrativo: serve a comprendere come il sistema operativo gestisca la memoria e quali componenti siano realmente essenziali per l'avvio. Nonostante l'impresa, Microsoft continua a consigliare requisiti molto più elevati per garantire un'esperienza fluida e sicura. Windows 11 26H2, atteso per il prossimo anno, non sembra destinato a ridurre le proprie esigenze hardware, anzi: l'integrazione di nuove funzionalità basate sull'intelligenza artificiale potrebbe richiedere ancora più risorse. L'esperimento di NTDEV resta quindi una curiosità tecnica, utile per gli appassionati e per chi studia l'evoluzione dei sistemi operativi, ma non certo un invito a provare configurazioni così estreme.