Prevedere le tempeste solari con maggiore anticipo potrebbe presto diventare realtà. Un gruppo di ricerca composto da scienziati del National Solar Observatory, del centro statunitense NSF NCAR e del Southwest Research Institute ha messo a punto una tecnica innovativa che sfrutta i dati storici per ricostruire in tre dimensioni il campo magnetico della corona solare, anche nelle regioni accecate dalla luce del Sole.
Il problema delle regioni nascoste
Il campo magnetico della corona solare è il motore delle tempeste geomagnetiche, ma osservarlo direttamente è impossibile quando le regioni attive si trovano sul lato opposto del Sole. Finora i modelli si basavano su dati parziali e approssimativi, limitando l'affidabilità delle previsioni. La nuova ricerca dimostra che riutilizzando vecchie osservazioni e applicando algoritmi di ricostruzione tridimensionale, è possibile colmare queste lacune e ottenere una mappa continua del campo magnetico.
Impatto sulla sicurezza delle infrastrutture
Tempeste solari particolarmente intense possono danneggiare satelliti, reti elettriche e sistemi di comunicazione, con conseguenze economiche significative. Una previsione più accurata consentirebbe di adottare contromisure tempestive, proteggendo le infrastrutture critiche. Il team sottolinea che la chiave sta nel recupero e nella rielaborazione dei dati archiviati, spesso sottovalutati, che possono fornire informazioni preziose sulle dinamiche del Sole.
La strada è ancora lunga, ma questo approccio apre nuove prospettive per la meteorologia spaziale. I ricercatori intendono ora estendere il metodo a serie storiche più lunghe e integrarlo con i dati delle missioni solari future, per rendere le previsioni delle tempeste solari sempre più precise e tempestive.