Microsoft ha offerto uscite volontarie a circa 60.000 dipendenti tra Stati Uniti, Regno Unito, Canada e India. È la prima volta che l'azienda propone un'offerta di questo tipo su scala così ampia, dopo il piano di pensionamento anticipato limitato a 9.000 persone all'inizio dell'anno. L'obiettivo dichiarato è ridurre i costi operativi e l'organico per non tagliare gli investimenti nelle infrastrutture per l'intelligenza artificiale.
La strategia era già chiara nelle parole di Satya Nadella: «I costi totali per le persone scenderanno, il costo per dipendente salirà e i miei GPU per ricercatore aumenteranno». Tradotto: meno persone, ma stipendi più alti e più strumenti di IA per chi resta. Per la prima volta in un decennio l'organico complessivo è calato su base annua, scendendo a 223.000 dipendenti al 30 giugno, 5.000 in meno rispetto all'anno precedente.
Tagli a raffica e malumori interni
I licenziamenti non sono più annuali ma arrivano ogni pochi mesi: a luglio sono stati tagliati 4.800 posti, colpendo soprattutto i team Xbox e vendite commerciali. L'offerta di uscita volontaria, secondo fonti interne, ricalca però le condizioni di un normale licenziamento: liquidazione basata sull'anzianità, vesting accelerato delle azioni, copertura sanitaria parziale e servizi di carriera. Anche se solo il 5% accettasse, si tratterebbe comunque di 3.000 uscite, con decisioni entro dicembre.
Non tutti vedono questi tagli come un male. «Microsoft ha bisogno di meno persone», sostiene Merill Fernando, ex product manager di Microsoft Entra, descrivendo una struttura a silos dove ogni organizzazione ha priorità e decisori propri. Nadella ha ammesso che le tensioni divisionali sono reali: «La coesione sociale non è un obiettivo, vincere sul mercato lo è». Resta da capire se potrà rimodellare l'azienda per l'era dell'IA senza cancellare la trasformazione culturale che ha definito la sua leadership.
Xbox: Greenawalt lascia, spunta Sentinel
Intanto Xbox perde Dan Greenawalt, anima creativa di Forza Motorsport, che lascia dopo quasi 27 anni e il ruolo di capo di Turn 10 Studios, ormai fuso con Playground Games. La conferma arriva da un memo interno del capo studio Trevor Williams, che ringrazia Greenawalt per aver guidato il franchise da Project Gotham Racing fino a Forza. Il merger era stato annunciato il mese scorso nell'ambito della maxi-riorganizzazione di Xbox, con oltre 70 licenziati in Turn 10.
Sul fronte Bethesda, fonti vicine ai piani indicano che il sesto capitolo della saga si chiamerà The Elder Scrolls VI: Sentinel, con annuncio possibile il mese prossimo, a 15 anni da Skyrim. Il gioco sarebbe ambientato a Hammerfell e Bethesda avrebbe già mostrato gameplay ad Asha Sharma, CEO di Xbox, che ne avrebbe elogiato la scala. Per ora si parla solo del nome, ma l'attesa resta enorme.