Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha scelto X per rispondere pubblicamente a Nathan Calvin di Encode AI e difendere le scelte di sicurezza che, secondo lui, sono costate all'azienda un vantaggio commerciale di mesi. In un lungo post, Amodei elenca nove decisioni che hanno rallentato il rilascio dei modelli, ammettendo che alcune critiche sollevate dall'organizzazione no-profit erano comunque legittime e che la comunicazione interna avrebbe potuto essere gestita meglio.
Il prezzo della prudenza
Al centro della polemica c'è il modello Mythos, la cui apertura al pubblico è stata fissata solo per giugno. Secondo Amodei, la scelta di non accelerare le tempistiche è stata deliberata: Anthropic ha preferito sacrificare parte del vantaggio competitivo pur di garantire test di sicurezza più approfonditi. Una posizione coerente con la filosofia dell'azienda, ma che ha esposto il team a critiche da chi ritiene i tempi troppo lenti rispetto ai concorrenti.
Trasparenza e critiche
Nel post, il CEO riconosce che alcune obiezioni di Encode AI erano fondate e che la trasparenza potrebbe essere migliorata. La risposta non chiude però il dibattito: se da un lato rafforza l'immagine di Anthropic come azienda attenta all'etica dell'IA, dall'altro evidenzia la tensione tra sicurezza e competitività in un settore dove ogni mese di ritardo può pesare. La data di giugno per Mythos diventa così il banco di prova per verificare se la strategia prudente di Amodei pagherà davvero.