Di solito, con il passare degli anni, una console diventa un acquisto sempre più conveniente: il prezzo scende e la libreria di giochi si allarga. Con PlayStation 5, però, la situazione è molto diversa. A fine 2026 il bilancio è chiaro: la console Sony è diventata un investimento decisamente meno appetibile rispetto al passato, e i motivi sono almeno quattro.
Prezzi in salita e addio ai giochi fisici
Il primo fattore è il prezzo: in alcune fasce di mercato gli aumenti hanno toccato punte del 50%, un dato che pesa soprattutto per chi acquista la console a fine ciclo. A ciò si aggiunge la scelta di Sony di dire stop ai giochi in formato fisico dal 2028, una transizione che riduce le opzioni per i collezionisti e per chi ama rivendere o prestare i titoli. Il secondo motivo riguarda la line-up: le esclusive si fanno attendere e molte uscite arrivano anche su PC, riducendo l'effetto traino dell'hardware.
Pro e standard troppo simili
Il terzo motivo è la differenza minima tra PS5 Pro e modello standard: chi non è un appassionato di grafica estrema difficilmente giustifica il salto di prezzo, soprattutto perché molti giochi non sfruttano appieno il surplus di potenza. Infine, il quarto fattore è l'incertezza sul futuro: con una generazione ormai matura e l'ombra di un possibile ricambio generazionale, spendere oggi cifre elevate per una console che tra qualche anno sarà superata appare una scelta poco strategica.
In sintesi, PS5 resta una macchina valida, ma a fine 2026 il rapporto qualità-prezzo non è più quello dei primi anni. Chi cerca il massimo risparmio farebbe bene a valutare il mercato dell'usato o ad attendere offerte mirate, mentre chi punta alla massima qualità grafica dovrebbe chiedersi se il modello Pro valga davvero l'esborso extra.