La NASA ha finalmente sciolto le riserve sul ritorno su Venere, il pianeta più simile alla Terra per dimensioni ma caratterizzato da condizioni estreme. Durante un recente incontro del Venus Exploration Analysis Group (VEXAG), l'agenzia spaziale americana ha presentato il calendario aggiornato delle due missioni dedicate: DAVINCI e VERITAS. La prima dovrebbe partire a dicembre 2030, seguita dalla seconda a novembre 2032. Un ritorno atteso da decenni, dopo le sonde Magellano e Pioneer Venus.
DAVINCI: una discesa nell'inferno venusiano
DAVINCI (Deep Atmosphere Venus Investigation of Noble gases, Chemistry, and Imaging) sarà una sonda atmosferica che penetrerà nell'atmosfera densa di Venere per analizzarne la composizione chimica. Il suo obiettivo principale è capire se il pianeta abbia mai ospitato oceani e se il suo clima sia cambiato drasticamente nel tempo. La sonda rilascerà una piccola capsula che scenderà attraverso le nubi di acido solforico, misurando gas nobili, isotopi e altri composti chiave. I dati raccolti aiuteranno a ricostruire la storia geologica e climatica di Venere.
VERITAS: mappatura radar e geologia
VERITAS (Venus Emissivity, Radio Science, InSAR, Topography, and Spectroscopy) si concentrerà invece sull'osservazione dall'orbita. Utilizzerà un radar ad apertura sintetica per mappare la superficie con dettagli senza precedenti, alla ricerca di tracce di attività vulcanica recente e di possibili movimenti tettonici. Inoltre, studierà la composizione delle rocce e l'emissività termica per comprendere i processi geologici in atto. La missione fornirà una mappa tridimensionale del pianeta e contribuirà a identificare siti di atterraggio per future missioni umane.
Il doppio lancio rappresenta una svolta nella comprensione di Venere, spesso trascurato rispetto a Marte. Le due missioni, sviluppate in collaborazione con il Jet Propulsion Laboratory (JPL) e il Goddard Space Flight Center, hanno un budget complessivo di circa 1 miliardo di dollari. I ritardi accumulati negli anni passati sono stati superati grazie a una riorganizzazione dei programmi. Ora la comunità scientifica attende con impazienza il 2030 per vedere finalmente la NASA tornare a esplorare il pianeta più caldo del sistema solare.