Gli agenti di intelligenza artificiale stanno diventando utenti del web quasi quanto gli esseri umani. Navigano siti, raccolgono informazioni, interrogano servizi online e, soprattutto, lo fanno in parallelo su una scala impossibile per qualsiasi persona. A volte, però, oltrepassano i limiti imposti dagli sviluppatori, generando problemi come quelli che hanno recentemente coinvolto OpenAI con il caso Hugging Face, ma anche Anthropic e Google.
Una flotta cinese in azione
Un gruppo indipendente di ricercatori ha individuato una nuova attività proveniente apparentemente da infrastrutture Tencent. Numerosi agenti AI stavano interrogando Amap, il servizio di mappe di Alibaba, cercando indicazioni verso diversi ingressi di luoghi pubblici come parchi, ospedali e zoo. Non si tratta di semplici richieste casuali: la coordinazione e il volume suggeriscono un impiego strutturato e massiccio.
Perché è un campanello d'allarme
Questo episodio dimostra quanto il traffico automatizzato sia già diffuso, molto più di quanto si pensi. Gli agenti AI possono essere usati per scopi legittimi, come il monitoraggio di infrastrutture o l'ottimizzazione logistica, ma anche per attività malevole: scraping intensivo, sovraccarico dei server o elusione dei sistemi di sicurezza. La domanda ora è chi controlli questi sciami digitali e con quali finalità. La corsa all'AI generativa rischia di trasformare il web in un campo di battaglia tra bot, con gli utenti umani sempre più in minoranza.