Avete appena collegato il vostro nuovo monitor 4K a 144 Hz e, invece della grafica fluida e ultra-definita che vi aspettavate, vi ritrovate davanti a uno schermo nero, a continui sfarfallii o a una risoluzione che scende improvvisamente a 60 Hz. La reazione istintiva è pensare a una scheda video difettosa o troppo debole. Nella maggior parte dei casi, però, il vero colpevole è molto più banale: il cavo.
Quanta banda serve davvero
Spingere un segnale 4K a 144 Hz con colori a 10 bit richiede una larghezza di banda enorme, che un cavo economico o datato semplicemente non riesce a garantire. È qui che nascono i problemi: il collegamento regge la risoluzione ma non il refresh rate, oppure funziona a tratti generando flickering e schermate nere. Prima di spendere centinaia di euro in una nuova GPU, quindi, controllate la versione dello standard del vostro cavo e la certificazione riportata sulla confezione.
Quale cavo scegliere
Per l'HDMI serve almeno un cavo HDMI 2.1 certificato, in grado di supportare le velocità più elevate; per la DisplayPort è consigliabile un DisplayPort 1.4 o superiore, meglio se con certificazione VESA. Anche la lunghezza conta: oltre i due metri la qualità del segnale può degradarsi, soprattutto con cavi non certificati. Verificate inoltre di aver selezionato la modalità corretta nel menu del monitor, perché molti modelli limitano il refresh rate finché non si attiva esplicitamente l'opzione ad alte prestazioni.
Insomma, prima di dare la colpa all'hardware più costoso, fate una prova con un cavo nuovo e certificato: spesso è la soluzione più rapida ed economica per sbloccare finalmente i 144 Hz del vostro pannello.