OpenAI spinge sull'autonomia dei suoi assistenti personali. I ChatGPT dots si preparano a un salto di qualità: non saranno più gli utenti a dover scegliere quale modello di intelligenza artificiale usare, ma saranno gli agenti stessi a individuare la soluzione più adatta al compito. Una semplificazione radicale che elimina una delle decisioni tecniche più fastidiose per chi usa questi strumenti ogni giorno.
Nuovi modelli in arrivo
A dare l'annuncio è stato Thibault Sottiaux, membro del team che lavora su Codex e ChatGPT in OpenAI, attraverso una serie di messaggi pubblicati su X. L'azienda sta ampliando la gamma di modelli che alimentano i dots, includendo GPT-6 Astra e GPT-6.1 Terra, con ulteriori integrazioni già previste nei prossimi mesi. Il modello Terra in particolare promette prestazioni più rapide e un'interfaccia più intuitiva, ampliando la platea di utenti che potranno accedere a questi assistenti.
Come funzionano i dots
Vale la pena ricordare cosa sono i dots: si tratta di agenti IA progettati per lavorare anche in assenza dell'utente, mantenendo il contesto delle attività, memorizzando informazioni utili e riprendendo un lavoro interrotto senza ripartire da zero. Un esempio pratico? Organizzare una vacanza: dopo aver discusso budget, destinazioni e date, il dot conserva tutti i dettagli e prosegue nella ricerca delle soluzioni migliori. E l'interazione non passa necessariamente dall'app di ChatGPT: si può comunicare con il proprio dot anche via Google Messaggi e iMessage, come in una normale conversazione.
La vera novità riguarda però l'autonomia nella scelta dei modelli. I dots non si limiteranno a selezionare il modello all'inizio di una richiesta: potranno passare da un modello all'altro durante lo svolgimento dello stesso lavoro, affidando ogni fase a quello più indicato. Un'attività complessa verrà così suddivisa in passaggi, ciascuno gestito dal modello con le capacità più appropriate, senza che l'utente debba conoscere le differenze tra i vari sistemi disponibili.
Resta da capire quanto questo meccanismo funzionerà concretamente nell'uso quotidiano e nella gestione delle attività più articolate. La direzione scelta da OpenAI è però netta: ridurre le decisioni tecniche a carico dell'utente e rendere gli agenti sempre più autonomi. L'obiettivo è chiaro: un assistente personale dovrebbe occuparsi del lavoro e degli strumenti necessari, lasciando a chi lo usa solo il compito di indicare cosa vuole ottenere.