Il governo degli Stati Uniti ha deciso di chiudere definitivamente le porte a DeepSeek. Il Dipartimento della Sicurezza Interna ha vietato l'uso dei modelli di intelligenza artificiale dell'azienda cinese in tutti i sistemi informatici delle agenzie civili federali. L'ordine, pubblicato sul Federal Register, impone la rimozione di prodotti e servizi DeepSeek dai computer governativi e ne esclude la partecipazione a future gare d'appalto. Non è stato fissato un termine preciso per completare la disinstallazione.
Le accuse: dati a rischio e legami con Pechino
Secondo Washington, DeepSeek avrebbe legami diretti con il governo cinese e potrebbe trasferire informazioni sensibili verso il Partito Comunista Cinese, mettendo a rischio la sicurezza nazionale. Nel documento si sottolinea inoltre che i modelli dell'azienda potrebbero contenere malware e vulnerabilità di sicurezza. Il ban era nell'aria già dall'inizio del 2025, quando l'azienda era finita sotto i riflettori per il suo modello R1, capace di prestazioni vicine a quelle di OpenAI o1 ma a un prezzo molto inferiore.
Il caso R1 e le ombre sulla trasparenza
Proprio quel risparmio aveva insospettito gli esperti: secondo Anthropic, DeepSeek avrebbe ottenuto risultati simili a quelli dei concorrenti sfruttando le capacità di Claude tramite distillazione. Per l'addestramento del recente modello V4 sarebbero state utilizzate GPU NVIDIA Blackwell, violando le leggi statunitensi sull'esportazione. Elementi che hanno alimentato i sospetti su un uso poco trasparente delle tecnologie occidentali.
La reazione di Pechino non si è fatta attendere: una portavoce del Ministero degli Esteri cinese ha parlato di un'estensione indebita delle preoccupazioni legate alla sicurezza nazionale e di una politicizzazione della tecnologia, annunciando che la Cina difenderà con fermezza i diritti delle proprie aziende. Nel frattempo il governo cinese propone di aggiungere diverse tecnologie AI, tra cui modelli e agenti, alla lista di controllo delle esportazioni.
Il settore si muove rapidamente: le aziende locali hanno recentemente lanciato modelli open-weight come Kimi K3 di Moonshot AI e GLM-5.3 di Z.ai, con prestazioni paragonabili a quelle dei costosi modelli statunitensi. La partita sull'intelligenza artificiale tra Washington e Pechino si gioca sempre più sul terreno della sicurezza e della sovranità tecnologica.