Mentre SpaceX recupera ormai abitualmente i primi stadi dei suoi Falcon 9, la NASA continua a utilizzare per le missioni lunari Artemis un gigantesco vettore monouso: lo Space Launch System (SLS). Una differenza di approccio che balza all'occhio, soprattutto se si considera che l'SLS riprende diversi componenti direttamente dallo Space Shuttle, un sistema progettato negli anni Settanta e ritirato nel 2011.
Un divario di costi enorme
Secondo una valutazione dell'ispettorato generale della NASA, ogni missione SLS con la capsula Orion costa circa 4,1 miliardi di dollari, includendo produzione e operazioni ma escludendo gli investimenti passati nello sviluppo. Una cifra enorme se paragonata ai lanci commerciali dei Falcon 9, che ai clienti costano alcune decine di milioni di dollari. Perché allora l'agenzia spaziale americana non cambia semplicemente strategia?
Ragioni tecniche e politiche
La risposta è complessa. Da un lato, l'SLS è progettato per spingere la capsula Orion verso la Luna, un compito che richiede una spinta e una capacità di carico superiori a quelle dei razzi commerciali attuali. Dall'altro, ci sono forti vincoli politici: l'SLS garantisce migliaia di posti di lavoro distribuiti in diversi stati, e il Congresso ha storicamente protetto il programma. Inoltre, la NASA ha già investito miliardi nello sviluppo e non può permettersi di abbandonarlo senza conseguenze.
Nel frattempo, SpaceX continua a spingere sull'innovazione con Starship, un sistema completamente riutilizzabile che potrebbe un giorno rendere l'SLS obsoleto. Ma per ora, la NASA sembra intenzionata a mantenere il suo costoso vettore per le missioni lunari, almeno fino a quando non sarà disponibile un'alternativa altrettanto affidabile e capace.