A quattro mesi dall'apertura della prima stazione europea, BYD torna a parlare della sua rete di ricarica ultrarapida nel Vecchio Continente, ma con numeri decisamente più prudenti rispetto a quelli circolati in estate. L'occasione è la presentazione europea di BYD Atto 8, il primo modello del marchio predisposto per la tecnologia Flash Charging, che arriva sul mercato con tempi aggiornati anche per le colonnine che dovrebbero supportarla.
Obiettivi ridimensionati
Secondo un funzionario dell'azienda, l'obiettivo è installare 100 colonnine Flash in Europa entro la fine del 2026, per poi salire a 3.000 entro il 2027. Il continente dovrebbe rappresentare metà dell'intera rete Flash prevista fuori dalla Cina, con la Spagna a guidare la corsa con 300 stazioni e il Portogallo con 50, entrambi con scadenza fissata al 2027. Un ridimensionamento evidente rispetto alle aspettative estive, quando a giugno, in occasione dell'apertura della prima stazione da 1.500 kW in Germania, si parlava di 3.000 colonnine europee già entro la fine di quest'anno.
Tecnologia e tempi di ricarica
A rendere possibile una potenza fino a 1.500 kW in corrente continua è un'architettura diversa da quella delle comuni stazioni pubbliche: ogni stazione Flash integra un sistema di accumulo a batteria che preleva energia dalla rete a potenza contenuta e la restituisce all'auto, durante la sosta, a potenza molto più elevata. BYD ha già mostrato dal vivo in Europa con la Denza Z9 GT sessioni dal 10 al 97% in circa nove minuti. Tuttavia, ad oggi gli unici modelli compatibili venduti nel continente sono la Z9 GT e la Denza Z, entrambi del marchio premium del gruppo.
L'Atto 8 è il modello chiamato a portare questa tecnologia anche nel listino a marchio BYD, ma l'azienda non ha ancora comunicato la potenza massima effettivamente accettata dall'auto sulle colonnine Flash, un dato decisivo per capire se i nove minuti valgano anche per questo modello. L'auto potrà comunque ricaricarsi sulle normali colonnine CCS già diffuse in Europa, anche se mancano indicazioni sulla potenza disponibile. Il traguardo delle 100 stazioni riguarda il 2026, mentre la vettura che dovrebbe sfruttarle davvero arriverà l'anno successivo: chi la comprerà si troverà a convivere con due realtà ben diverse, i tempi record delle poche colonnine proprietarie e quelli più ordinari della rete CCS pubblica.
Al momento non è dato sapere dove verranno installate le nuove stazioni, né le 100 europee di quest'anno né le 3.000 del prossimo: manca ancora una mappa pubblica. Difficile quindi capire quanto velocemente la rete proprietaria riuscirà a colmare il divario con quella pubblica. Lo sapremo meglio solo quando BYD renderà pubbliche le località delle nuove stazioni.