Un gruppo di astronomi guidato da Ilaria Caiazzo, ricercatrice dell'Institute of Science and Technology Austria, ha puntato il telescopio Gemini North verso il resto di supernova Pa 30, un oggetto cosmico che da anni incuriosisce la comunità scientifica. L'obiettivo era studiare da vicino la stella che, contro ogni previsione, è sopravvissuta all'esplosione che ha generato la nebulosa circostante: un vero e proprio relitto stellare, ribattezzato per la sua natura 'zombie'.
Una sopravvissuta all'esplosione
Pa 30 è ciò che resta di una supernova di tipo Ia, uno degli eventi più energetici dell'universo, che normalmente annienta completamente la stella coinvolta. Eppure, al centro della nebulosa, gli astronomi hanno individuato una stella sopravvissuta, caratterizzata da una luminosità e da un'atmosfera del tutto anomale. Le nuove osservazioni con Gemini North hanno permesso di raccogliere dati spettroscopici più precisi, facendo emergere un dettaglio inatteso: la stella mostra segni di instabilità estrema, con getti di materiale e variazioni di luminosità che non trovano riscontro in altri oggetti simili.
Perché è importante
Comprendere come una stella possa sopravvivere a un'esplosione così violenta aiuta a rivedere i modelli teorici delle supernove e dei sistemi binari. Il caso di Pa 30, con la sua stella 'zombie', offre un laboratorio naturale unico per studiare la fine della vita stellare e i processi che portano alla formazione di nebulose così particolari. I risultati del team di Caiazzo, pubblicati nelle prossime settimane, potrebbero aprire nuove prospettive sull'evoluzione delle stelle e sulle dinamiche delle esplosioni cosmiche.