Meta amplia le capacità del suo assistente Muse AI con una nuova funzionalità chiamata “spazi”. Si tratta di esperienze personalizzate e simili a piccole app che gli utenti possono costruire direttamente all'interno dell'assistente: hub per lo shopping, dashboard per la scuola, tracker musicali, giochi di trivia e molto altro. L'obiettivo è trasformare Muse da semplice chatbot a piattaforma modulare, capace di adattarsi alle esigenze quotidiane di ogni utente.
Come funzionano gli spazi personalizzati
Creare uno spazio è semplice: basta descriverlo a Muse, che lo genera in pochi istanti. Da lì, l'utente può continuare a modificarlo chiedendo all'AI di apportare cambiamenti, aggiungere elementi o ritoccare il layout. Se lo spazio viene collegato a un'app pertinente, Muse aggiorna automaticamente in background prezzi, date e altre informazioni rilevanti, mantenendo i dati sempre freschi senza intervento manuale.
L'interazione non si limita alla visualizzazione: gli utenti possono spuntare attività, aggiungere note e modificare i contenuti direttamente dallo spazio. Meta ha previsto anche un elevato grado di personalizzazione dell'interfaccia, con la possibilità di aggiungere gli spazi alla barra laterale dell'app Muse, spostarli nella scheda principale e persino programmare quando devono apparire.
Un assistente che si adatta alla tua giornata
“Ad esempio, tieni il planner settimanale in primo piano durante la settimana lavorativa, poi sostituiscilo con i programmi del weekend il sabato”, spiega Meta nella presentazione della funzione. Un approccio dinamico che rende Muse un vero e proprio centro di controllo personale, capace di cambiare volto in base al momento della giornata o ai ritmi dell'utente.
Il lancio degli spazi è accompagnato da un aggiornamento importante: una versione “specializzata” del modello AI Muse Wonder, ottimizzata per gestire al meglio queste nuove interazioni. Meta sta inoltre esplorando modalità per condividere gli spazi con altri utenti e collaborare insieme, aprendo la strada a un ecosistema sempre più sociale e condiviso. La funzionalità è in distribuzione a tutti gli utenti Muse.