Revolut ha deciso di cambiare rotta nel suo approccio all'intelligenza artificiale: la fintech britannica ha abbandonato OpenAI e Anthropic come fornitori predefiniti, optando per i modelli cinesi GLM. La mossa, annunciata dall'azienda, ha permesso di tagliare del 90% la spesa complessiva destinata all'AI, un risparmio che pesa non poco sui conti di una società che opera su larga scala nel settore dei pagamenti digitali.
La chiave? 56 GPU NVIDIA B200
Il cuore della strategia di Revolut è l'infrastruttura: i modelli GLM vengono eseguiti su 56 GPU NVIDIA B200, una delle soluzioni più potenti e recenti per il calcolo accelerato. Questa configurazione non solo ha ridotto drasticamente il costo per singolo token, ma ha anche migliorato i tempi di sviluppo, consentendo ai team interni di iterare più velocemente sui progetti basati sull'AI. In pratica, Revolut ha scelto di portare l'elaborazione in casa, sfruttando hardware dedicato e modelli open o comunque accessibili a costi inferiori rispetto ai colossi americani.
Impatto sul settore e prospettive
La scelta di Revolut rappresenta un segnale importante per tutto il comparto fintech e non solo. Mentre molte aziende continuano a puntare sui modelli di punta di OpenAI e Anthropic, la fintech dimostra che esistono alternative valide ed economicamente sostenibili, soprattutto quando si ha la capacità di gestire l'infrastruttura in proprio. Il risparmio del 90% sui costi dei token potrebbe spingere altri operatori a valutare soluzioni simili, accelerando la diffusione di modelli AI cinesi o open source in contesti aziendali. Resta da capire se la qualità e l'affidabilità di GLM saranno sufficienti a mantenere gli standard richiesti da un servizio finanziario globale come Revolut, ma per ora l'azienda sembra soddisfatta dei risultati ottenuti.