Canva ha annunciato il più grande taglio di posti di lavoro della sua storia. Mercoledì 4 novembre, la cofondatrice e amministratrice delegata Melanie Perkins ha comunicato al personale che 1.271 ruoli saranno eliminati nell'ambito di una profonda riorganizzazione aziendale. La motivazione è chiara: l'azienda vuole concentrare le proprie risorse sull'intelligenza artificiale, considerata il motore del futuro del settore creativo.
Una svolta strategica verso l'IA
La decisione di Canva non è un caso isolato. Sempre più aziende tecnologiche stanno ridisegnando le proprie strutture per abbracciare l'IA generativa, e Canva non vuole restare indietro. Secondo quanto dichiarato da Perkins, la riorganizzazione servirà a snellire i processi e a investire in modo più aggressivo nelle funzionalità basate sull'intelligenza artificiale, già presenti nella piattaforma con strumenti come Magic Studio. L'obiettivo è rendere la progettazione grafica ancora più accessibile e automatizzata, mantenendo la competitività contro giganti come Adobe.
Il taglio riguarda circa il 4% della forza lavoro globale di Canva, che conta oltre 30.000 dipendenti. Nonostante la riduzione, l'azienda ha precisato che continuerà ad assumere in aree strategiche come l'IA e l'ingegneria. Perkins ha sottolineato che si tratta di una decisione difficile ma necessaria per garantire la sostenibilità a lungo termine e per concentrare gli sforzi su ciò che conta davvero: innovazione e crescita.
Impatto sul settore e sui dipendenti
La notizia arriva in un momento di forte turbolenza per il settore tech, dove i licenziamenti legati all'IA sono ormai all'ordine del giorno. Canva, però, è un caso emblematico: un'azienda nata per democratizzare il design e che ora si trova a dover ristrutturare per non essere travolta dalla stessa rivoluzione che ha contribuito a innescare. I dipendenti coinvolti riceveranno pacchetti di buonuscita e supporto per la ricollocazione, ma il clima resta teso. La sfida ora è dimostrare che l'IA non è solo un pretesto per tagliare costi, ma una reale opportunità di rilancio.