Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre scatta il ritorno all'ora solare: alle ore 3:00 gli orologi dovranno essere spostati indietro di sessanta minuti, riportandoli alle 2:00. Un gesto semplice, ma che chiude ufficialmente i sette mesi di ora legale iniziati lo scorso marzo e che, secondo i dati diffusi da Terna, hanno prodotto benefici concreti per il sistema energetico nazionale.
Un bilancio da 90 milioni di euro
Stando alle stime del gestore della rete elettrica, l'ora legale ha consentito di risparmiare complessivamente 300 milioni di kWh di energia elettrica, un quantitativo che si traduce in un vantaggio economico di oltre 90 milioni di euro per il Paese. A beneficiarne è anche l'ambiente: il minor consumo di elettricità ha evitato l'immissione in atmosfera di circa 140 mila tonnellate di CO2, grazie soprattutto alla riduzione dell'uso di impianti a fonti fossili nelle ore serali.
Il dibattito sull'abolizione resta aperto
Nonostante i numeri positivi, il confronto politico sul futuro del cambio stagionale non si è mai spento. A livello europeo la discussione sull'abolizione dell'alternanza tra ora solare e ora legale va avanti da anni, ma finora non è arrivata una decisione definitiva e coordinata tra gli Stati membri. L'Italia continua a sostenere l'attuale sistema, forte dei risparmi certificati, mentre i critici ne sottolineano gli effetti sul sonno e sull'organizzazione quotidiana. Per ora, l'appuntamento è fissato: nella notte tra il 24 e il 25 ottobre si torna all'ora solare, con un'ora di luce in meno nel pomeriggio ma un'ora in più al mattino.