Un gruppo di ricerca del Consiglio Superiore per la Ricerca Scientifica (CSIC) spagnolo ha messo a punto un innovativo film in PVDF nanostrutturato in grado di abbassare la temperatura superficiale di 12,9°C senza alcun consumo elettrico. Il materiale, descritto in uno studio recente, riflette ben l'82,4% della luce solare, aprendo scenari promettenti per il raffreddamento passivo di edifici e dispositivi.
Come funziona il raffreddamento radiativo
Il principio alla base è il raffreddamento radiativo: il film emette calore verso lo spazio sotto forma di radiazione infrarossa attraverso la finestra atmosferica, dove l'atmosfera è trasparente. Contemporaneamente, la sua nanostruttura gli permette di riflettere quasi tutta la luce solare, evitando il riscaldamento. Il risultato è una riduzione della temperatura superficiale di quasi 13 gradi rispetto all'ambiente circostante, misurata in condizioni di irraggiamento solare diretto. Questo approccio non richiede energia elettrica, a differenza dei tradizionali sistemi di condizionamento.
Applicazioni e vantaggi energetici
Le potenziali applicazioni sono molteplici: dal raffreddamento di edifici e abitazioni, con una conseguente riduzione dei consumi energetici per la climatizzazione, fino al raffreddamento di componenti elettronici e pannelli solari, che soffrono le alte temperature. Il film è flessibile e può essere applicato su diverse superfici, rendendolo adatto anche a involucri edilizi esistenti. Secondo i ricercatori, questa tecnologia potrebbe contribuire in modo significativo alla riduzione delle emissioni di CO2 legate al raffrescamento, che rappresenta una quota crescente dei consumi globali.
Il team del CSIC sta ora lavorando per ottimizzare le prestazioni e la durabilità del materiale, con l'obiettivo di renderlo disponibile su scala industriale. Sebbene la strada verso la commercializzazione sia ancora lunga, i risultati ottenuti rappresentano un passo importante verso soluzioni di raffreddamento sostenibili e a costo zero dal punto di vista energetico.