Giorgia Meloni passa al contrattacco contro i deepfake. La Presidente del Consiglio ha depositato all'EUIPO, l'Ufficio dell'Unione Europea per la proprietà intellettuale, la domanda di registrazione del proprio timbro vocale. L'obiettivo è blindare la voce da manipolazioni e clonazioni operate con l'intelligenza artificiale, sempre più frequenti sul web e utilizzate per truffe politiche ed economiche. La domanda è attualmente in fase di esame: ha superato i requisiti minimi ed è stata assegnata a un esaminatore.
Perché registrare un marchio sonoro
Come per i marchi visivi, anche il marchio sonoro può essere tutelato legalmente se possiede caratteristiche di unicità, distintività e riconoscibilità. Un precedente celebre è quello del doppiatore Luca Ward – voce italiana di Russell Crowe ne Il Gladiatore e di Keanu Reeves in Matrix – che a febbraio 2026 ha depositato all'EUIPO un file .mp3 in cui pronunciava il proprio nome. Tre mesi dopo ha ottenuto il riconoscimento del marchio, valido in tutta l'Unione Europea.
Una difesa per sé e per gli altri
Con questa mossa, Meloni ottiene la proprietà intellettuale della propria voce in tutti i Paesi UE, potendo agire legalmente contro chi la modifica con l'AI per scopi illeciti. «Io posso difendermi, molti altri no», aveva dichiarato in passato, sottolineando come la registrazione del timbro vocale rappresenti non solo una tutela personale, ma un precedente importante nella lotta alla manipolazione digitale. La procedura, una volta completata, renderà la voce della premier un bene protetto a livello europeo.