La NASA continua a lavorare al programma Artemis e, dopo aver accelerato sui piani futuri, ha fornito nuovi dettagli sulla terza missione, Artemis 3, che vedrà coinvolto anche l'astronauta italiano Luca Parmitano. Questa missione rappresenta il vero banco di prova per il successivo allunaggio.
Tre lanci in due settimane
La complessità del programma richiede che, prima di riportare gli astronauti sulla superficie lunare, si dimostri che veicoli costruiti da aziende diverse possano incontrarsi, agganciarsi e operare insieme in sicurezza. Per questo la NASA ha definito un piano che prevede tre lanci con altrettanti razzi pesanti nell'arco di circa due settimane, coinvolgendo Blue Origin, SpaceX e la stessa agenzia spaziale americana.
Il ruolo dei razzi
Il primo lancio utilizzerà il razzo SLS (Space Launch System) della NASA, che trasporterà l'equipaggio di quattro astronauti verso l'orbita lunare. Il secondo lancio vedrà protagonista il razzo New Glenn di Blue Origin, che porterà in orbita il modulo di atterraggio Blue Moon. Infine, il terzo lancio sarà effettuato con il razzo Starship di SpaceX, che trasporterà la versione lunare del veicolo. Questa sequenza permetterà di testare le operazioni di rendez-vous e docking tra i vari veicoli, fondamentali per la riuscita della missione.
Con Artemis 3, la NASA mira a validare le tecnologie e le procedure necessarie per il ritorno dell'uomo sulla Luna, previsto con Artemis 4. Il coinvolgimento di partner commerciali come Blue Origin e SpaceX dimostra come la collaborazione pubblico-privato sia sempre più centrale nell'esplorazione spaziale.