SpaceX ha intenzione di congedare i suoi vettori Falcon 9 e Falcon Heavy entro il 2030, spingendo sullo sviluppo di Starship, il razzo che promette costi di lancio più bassi e la capacità di portare in orbita carichi molto più pesanti, compresi i satelliti Starlink V3. La mossa, però, sta creando più di un grattacapo alla Space Force e alla NASA, che si trovano a dover ripensare le proprie strategie di accesso allo spazio in un contesto di fornitori sempre più limitato.
Il nodo dei sostituti
Il problema principale riguarda la difficoltà di trovare un rimpiazzo adeguato per il Falcon 9. Come riportato da Politico, la Space Force sta valutando le alternative, ma al momento Starship utilizza un sistema di dispiegamento dei satelliti chiamato PEZ Dispenser, che richiede specifiche tecniche diverse rispetto ai carichi utili lanciati comunemente dagli altri razzi. Questo vincolo complica non poco la pianificazione delle missioni future, soprattutto per i carichi sensibili della Difesa.
Attualmente SpaceX detiene una quota di circa 85% dei lanci dedicati alla sicurezza nazionale nel 2025. Gli altri operatori non offrono garanzie equivalenti: Rocket Lab dispone solo dell'Electron, con capacità ridotta, mentre ULA è alle prese con i ritardi e i problemi tecnici del Vulcan Centaur, che l'hanno portata alla sospensione dei lanci di carichi sensibili. Blue Origin, Stoke Space e Relativity Space sono ancora in fase di sviluppo e non possono colmare il vuoto a breve termine.
L'impatto su NASA e ISS
La situazione è resa ancora più complessa dal fatto che la Space Force ha dovuto dirottare alcuni lanci su Falcon 9 a causa dei problemi di ULA, ma la stessa SpaceX ha rifiutato di prenotare tre ulteriori missioni, lasciando l'USSF senza alternative immediate. Il generale di brigata Eric Zarybnisky ha dichiarato che non ci sono missioni a rischio immediato, ma ha ammesso che «temporaneamente, ci sono alcune cose che dovremo risolvere» mentre si introducono nuovi fornitori.
Anche la NASA guarda con preoccupazione al ritiro dei Falcon 9. Se i partner internazionali decidessero di estendere la vita operativa della Stazione Spaziale Internazionale fino al 2032, con rientro nel 2033, potrebbero non esserci più razzi disponibili per lanciare le capsule Crew Dragon e il veicolo di deorbiting modificato. Una delle speranze è che SpaceX sviluppi una versione di Starship con un sistema di dispiegamento diverso dal PEZ Dispenser, ma l'azienda non ha ancora fornito dettagli in merito, alimentando dubbi sui tempi di sviluppo.