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Meta corregge i termini di servizio: via la clausola che addestrava l'IA con i dati degli utenti

Meta corregge i termini di servizio: via la clausola che addestrava l'IA con i dati degli utenti Fonte: DDay.it
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Dopo le critiche, Meta rimuove il riferimento all'addestramento dell'IA dai nuovi termini di servizio: i dati raccolti serviranno solo per pubblicità e funzionalità business

Meta ha fatto marcia indietro sui suoi nuovi termini di servizio. La scorsa settimana l'azienda aveva pubblicato un aggiornamento, in vigore dal 30 ottobre, che conteneva una clausola finita subito sotto la lente degli utenti più attenti. Accettando (in modo silenzioso) le nuove condizioni, tutti gli account business autorizzavano Meta a usare i contenuti dei propri siti per «fornire, sviluppare, migliorare, studiare, addestrare e garantire l'integrità» dei prodotti e servizi dell'azienda.

La clausola contestata e i rischi per gli editori

Sebbene non fosse detto esplicitamente, il verbo «addestrare» rimandava chiaramente ai modelli di intelligenza artificiale. L'obiettivo di Meta era costruire un archivio enorme di informazioni per allenare i propri modelli senza chiedere autorizzazioni esplicite e senza pagare licenze che, secondo l'esperto di proprietà intellettuale Matt Topic, sarebbero valse molti milioni di dollari. Le «vittime» principali sarebbero state gli editori e i siti di notizie, i cui contenuti avrebbero potuto essere diffusi tramite l'IA di Meta. Non solo testi liberamente accessibili, ma anche quelli riservati agli utenti registrati, visto che la clausola citava le «credenziali di test».

Il dietrofront e le nuove finalità d'uso

La diffusione del passaggio ha scatenato critiche e perplessità tra proprietari di account business ed esperti legali, che hanno evidenziato l'impossibilità di opporsi. Meta aveva respinto le accuse, sostenendo che non ci sarebbero stati cambiamenti nell'uso dei web crawler. Eppure il dietrofront del 19 ottobre suggerisce il contrario: la pagina dei termini è stata aggiornata con due modifiche sostanziali.

Oltre alla rimozione del verbo «addestrare», è cambiata la destinazione d'uso dei dati raccolti tramite scraping. Non più per generici servizi Meta, dove poteva rientrare anche l'IA, ma esclusivamente per funzionalità business e legate alla pubblicità. Secondo quanto dichiarato a The Verge, l'intenzione era già questa prima della pubblicazione dei termini aggiornati: ora è solo stata resa esplicita.

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