OpenAI potenzia l'estensione di ChatGPT per Chrome con una doppia novità che cambia il modo di usare il browser. L'assistente ora può accedere alle schede aperte e, in modalità Work, agire direttamente al loro interno grazie alla funzione Computer Use. Non serve più copiare e incollare: il modello legge il contesto delle pagine e lo sfrutta per rispondere o completare azioni.
Cosa cambia tra Chat e Work
In modalità Chat, l'IA raccoglie informazioni dalle tab aperte per arricchire le risposte: ad esempio può confrontare tre divani diversi per misure e politica di reso senza che l'utente debba aprire ogni scheda. In modalità Work, invece, ChatGPT può inviare messaggi, compilare moduli, scaricare file e persino raggruppare le schede accumulate, trasformando il browser in un assistente operativo.
Cambia anche il pannello laterale, che secondo OpenAI offre ora l'intera cronologia delle conversazioni e la possibilità di scegliere tra Chat e Work accanto alla pagina aperta. Il tutto senza abbandonare il sito su cui si sta navigando, con un'esperienza integrata che punta a ridurre i passaggi tra finestre e applicazioni.
Permessi e precedenti
Il controllo del browser non è una novità assoluta: già a fine agosto le note di rilascio di OpenAI menzionavano la gestione delle schede, ma solo per Work e Codex nell'app desktop. Ora le stesse capacità arrivano anche in Chat e convivono nello stesso pannello di Chrome. L'aggiornamento segue la chiusura di Atlas, il browser di OpenAI dismesso ad agosto.
Stando alla documentazione, ChatGPT chiede il permesso prima di agire su ogni nuovo sito. Tuttavia, la nostra prova sul sito di DDay.it con lo strumento di ricerca non ha generato alcuna richiesta di autorizzazione: un dettaglio che solleva dubbi sulla trasparenza del meccanismo e sulla reale portata del controllo.