La battaglia legale tra Apple e il noto leaker Jon Prosser si arricchisce di un nuovo capitolo. La società di Cupertino ha chiesto formalmente al fondatore di Front Page Tech di fornire i dati relativi ai guadagni dei suoi canali YouTube, insieme alle statistiche dei video e ad alcune conversazioni con terze parti. L'obiettivo è capire se Prosser abbia tratto un profitto economico dalla diffusione delle anticipazioni su iOS 26 e sulla nuova interfaccia Liquid Glass. La richiesta risale a oltre tre mesi fa, ma Apple non ha ancora ricevuto le informazioni richieste. La causa, avviata nel luglio 2025, vede coinvolti anche Michael Ramacciotti, accusato di aver avuto accesso a un iPhone di sviluppo appartenente all'ingegnere Apple Ethan Lipnik.
Le accuse e la difesa di Prosser
Secondo la ricostruzione di Apple, Ramacciotti avrebbe mostrato alcune schermate a Prosser durante una videochiamata FaceTime, consentendo al leaker di pubblicare in anteprima le novità di iOS 26. Prosser ha ammesso di aver partecipato alla chiamata, ma nega di aver organizzato un piano per ottenere informazioni riservate. I suoi avvocati contestano ora anche la natura dei segreti commerciali indicati dall'azienda, sostenendo che con il rilascio ufficiale di iOS 26 e macOS 26 molte informazioni siano ormai di dominio pubblico. Inoltre, la difesa lamenta che Apple abbia fornito solo descrizioni scritte dei presunti segreti, senza le relative immagini per identificarli con precisione.
Richiesta di risarcimento e prossimi passi
Apple sostiene di aver già consegnato la documentazione richiesta lo scorso 24 settembre, identificando i segreti commerciali. Tuttavia, l'azienda vuole ottenere ulteriori elementi da Prosser, inclusi i dati economici di YouTube, per dimostrare che i due abbiano agito insieme per diffondere informazioni riservate a scopo di lucro. A supporto di questa tesi, Cupertino cita anche alcuni messaggi scambiati su Signal e le testimonianze raccolte durante le deposizioni. Prosser, dal canto suo, afferma di aver già rispettato gli impegni presi a giugno, quando il tribunale aveva annullato il provvedimento di contumacia nei suoi confronti. Il suo avvocato accusa Apple di allungare i tempi della causa con continue richieste di documenti. Anche Ramacciotti vorrebbe arrivare a una soluzione: il suo legale ha chiesto al giudice James Donato di fissare un'udienza entro ottobre, durante la quale Apple dovrebbe spiegare quali altre prove le servano. Ramacciotti si è detto disponibile a una seconda deposizione, ma vuole prima conoscere le intenzioni dell'azienda. La società di Cupertino continua a chiedere un risarcimento danni e un provvedimento che impedisca ulteriori divulgazioni dei suoi segreti commerciali. Se il giudice non accoglierà la richiesta, la causa potrebbe proseguire verso il processo.