Quando si sceglie un'offerta gas, la prima decisione riguarda il meccanismo di prezzo: fisso o indicizzato al PSV (Punto di Scambio Virtuale). Con il prezzo fisso, il costo di acquisto della materia prima, o l'intero prezzo complessivo, resta costante o comunque noto per almeno i primi 12 mesi. Con l'indicizzato, invece, il prezzo cambia seguendo l'andamento del riferimento di mercato, generalmente il PSV italiano, con aggiornamenti mensili o trimestrali.
Come funziona il prezzo fisso
Il prezzo fisso offre certezza: si sa già quanto si pagherà per la componente gas per tutto il periodo contrattuale, solitamente un anno. È la scelta preferita da chi vuole evitare sorprese in bolletta e pianificare il budget domestico. Il rovescio della medaglia è che, se i prezzi di mercato scendono, il consumatore non ne beneficia e continua a pagare la tariffa bloccata. Inoltre, molte offerte a prezzo fisso includono un costo di attivazione o un corrispettivo di commercializzazione più alto.
Il prezzo indicizzato al PSV
Con l'indicizzato, la bolletta segue fedelmente il mercato all'ingrosso: quando il PSV sale, si paga di più; quando scende, si risparmia. Questo meccanismo è trasparente e potenzialmente conveniente nei periodi di calo dei prezzi, ma espone il consumatore alla volatilità. Negli ultimi anni, caratterizzati da forti oscillazioni, molti utenti hanno visto bollette lievitare proprio a causa dell'indicizzazione. In genere, le offerte indicizzate hanno costi di commercializzazione più contenuti e non richiedono vincoli di durata.
La scelta dipende dalla propensione al rischio e dalle aspettative sul mercato. Chi teme rincari improvvisi preferisce il fisso; chi crede in un calo dei prezzi o vuole flessibilità opta per l'indicizzato. Prima di firmare, è essenziale confrontare non solo il prezzo della materia prima, ma anche le spese fisse e le condizioni contrattuali.