Gli utenti europei di iPhone e iPad sono ancora tagliati fuori dal nuovo Siri AI, l'assistente vocale riprogettato che Apple ha svelato alla WWDC di giugno 2026 e già distribuito in altre regioni con le ultime versioni di iOS e iPadOS. A distanza di mesi, nessuna data certa per il Vecchio Continente: una situazione che sta alimentando frustrazione e polemiche.
Un ritardo che pesa
Il nuovo Siri, basato su modelli di intelligenza artificiale generativa, promette risposte più naturali, contestuali e capacità di comprensione avanzata. Tuttavia, la sua assenza in Europa non è solo una questione tecnica. Dietro il rinvio ci sarebbero complesse normative sulla privacy, in particolare il Digital Markets Act (DMA) e il GDPR, che impongono rigide regole sull'elaborazione dei dati e sull'interoperabilità. Apple, storicamente attenta alla protezione degli utenti, starebbe valutando come adattare il sistema senza compromettere la sicurezza.
Apple getta la spugna?
Secondo indiscrezioni, l'azienda di Cupertino non avrebbe ancora trovato un accordo con le autorità europee per il via libera. Alcune fonti parlano di un possibile dietrofront temporaneo: Siri AI potrebbe non debuttare in Europa prima del 2027, o addirittura essere limitato in funzionalità. Nel frattempo, gli utenti europei continuano a usare la versione precedente, meno intelligente e meno integrata con le app di terze parti. La domanda sorge spontanea: Apple sta davvero gettando la spugna sul mercato europeo o è solo una pausa strategica?
La partita è aperta. Se da un lato Bruxelles non intende allentare i vincoli normativi, dall'altro Apple rischia di perdere terreno rispetto a concorrenti come Google e Samsung, che stanno spingendo forte sull'AI. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se il nuovo Siri riuscirà a sbarcare in Europa o se resterà un'esclusiva di altri mercati.