SpaceX e Tesla hanno formato commissioni speciali per valutare una possibile fusione. La notizia arriva al termine di una settimana densa di risultati trimestrali per entrambe le aziende di Elon Musk. L'obiettivo dichiarato è cooperare sullo sviluppo della superintelligenza artificiale, ma dietro l'annuncio si nascondono ragioni finanziarie e di controllo ben più concrete.
I numeri della divisione AI
Nella trimestrale di SpaceX, la divisione dedicata all'intelligenza artificiale ha riportato 7,56 miliardi di dollari di ricavi, con la sottocategoria infrastrutture balzata a 7 miliardi, oltre tre volte il trimestre precedente. Gran parte di questa cifra deriva dall'affitto di potenza di calcolo ad Anthropic e Google, più che da Grok. Tesla, dal canto suo, ha chiuso il terzo trimestre con profitti in calo per il secondo periodo consecutivo: Musk sembra ormai più interessato a robot e taxi autonomi che alle auto tradizionali.
Le due società collaborano già su due progetti AI annunciati a marzo: Terafab, la fabbrica di chip che Musk vuole costruire in Texas con il supporto di Intel, e Macrohard, una piattaforma per simulare software. Secondo il documento S-1 di SpaceX, entrambe le iniziative sono «in fase molto iniziale» e i dettagli su termini finanziari, proprietà intellettuale e durata della collaborazione non sono ancora stati definiti.
Tempistiche ambiziose e conflitti di interesse
Musk ha promesso che Terafab raggiungerà la produzione di volume nella seconda metà del 2028, con il primo chip di test atteso per maggio o giugno 2027. Reuters ricorda però che l'imprenditore ha una lunga storia di scadenze mancate dalle sue aziende. Alla domanda di un analista sugli ordini delle macchine necessarie, Musk non ha risposto.
Il vero nodo è il conflitto di interessi: tutte le società di Musk competono per gli stessi chip Nvidia, risorsa sempre più scarsa. Una fusione concentrerebbe in un'unica entità auto, razzi, satelliti e progetti AI, semplificando l'accesso ai capitali enormi richiesti dall'infrastruttura. Per gli azionisti Tesla, il rischio è che la narrativa su Marte e la superintelligenza serva soprattutto a giustificare un'operazione di potere, più che una reale strategia industriale.