Le principali piattaforme di streaming e social media non hanno preso una posizione ufficiale sulla possibilità che il governo degli Stati Uniti trasmetta in diretta l'esecuzione di Nidal Hasan, condannato per la sparatoria di massa in una base militare in Texas nel 2009. Un funzionario anonimo del Pentagono ha annunciato ieri che l'esecuzione sarà trasmessa in livestreaming, ma YouTube, Twitch, Meta e X non hanno risposto alle richieste di commento di The Verge. La data fissata è il 3 dicembre alle 20:00 ora italiana (le 14:00 ET), con fucilazione.
Le piattaforme che si pronunciano
Solo TikTok e Kick hanno fornito una risposta. Jamie Favazza, portavoce di TikTok per gli Stati Uniti, ha ricordato le policy della piattaforma che vietano contenuti "scioccanti e grafici", incluso "il momento della morte di qualcuno". Kick, nota per un approccio permissivo alla moderazione, ha confermato che una diretta del genere violerebbe le sue linee guida. "Se questa esecuzione fosse trasmessa in livestreaming su KICK, violerebbe le nostre Community Guidelines", ha dichiarato a The Verge la portavoce Audrey FitzGerald.
Le linee guida di Meta, Twitch e X specificano chiaramente che i contenuti violenti con morte non sono ammessi, mentre YouTube vieta i video che "incoraggiano attività pericolose o illegali che rischiano gravi danni fisici o morte". La piattaforma di Google proibisce anche le dirette che "mostrano qualcuno che tiene o maneggia un'arma da fuoco". Tuttavia, nessuna di queste aziende ha chiarito se concederebbe un'eccezione al governo statunitense, lasciando aperta la possibilità di una deroga.
Anche Rumble, piattaforma video nota per ospitare influencer di estrema destra, non ha risposto alle richieste di commento. La vicenda solleva interrogativi sui limiti della moderazione dei contenuti quando è lo Stato a richiedere la trasmissione di un'esecuzione capitale, un evento senza precedenti nel panorama digitale.