Il governo degli Stati Uniti alza il muro contro DeepSeek. Il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) ha emesso un'ordinanza che impone alle agenzie federali civili di interrompere immediatamente l'uso dei prodotti dell'azienda cinese di intelligenza artificiale e di rimuovere le soluzioni già installate nei propri sistemi informatici. La misura, formalizzata tramite un avviso sul Federal Register, il registro ufficiale degli atti del governo federale, segna un ulteriore inasprimento nei rapporti tra Washington e le aziende tecnologiche di Pechino.
Il nodo dei dati sensibili e dei malware
Alla base della decisione ci sono timori concreti legati alla sicurezza informatica. Il DHS teme che le informazioni sensibili di dipendenti e fornitori del governo americano possano essere trasferite al governo cinese attraverso i modelli di DeepSeek. Non solo: nel documento si avverte che i sistemi dell'azienda potrebbero contenere malware o altre vulnerabilità in grado di compromettere la sicurezza delle infrastrutture governative. Un doppio rischio, insomma, che ha spinto il Dipartimento a intervenire con decisione.
L'ordinanza riguarda diverse agenzie federali civili, tra cui l'Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) e la Commissione Federale per le Comunicazioni (FCC). Queste amministrazioni dovranno escludere DeepSeek dai propri ambienti informatici e provvedere alla rimozione di ogni soluzione già in uso. Il provvedimento non si ferma qui: introduce anche il divieto per l'azienda cinese di partecipare agli appalti del governo federale statunitense, chiudendo di fatto le porte a qualsiasi rapporto contrattuale con le istituzioni.
Tempistica non casuale e precedenti
La scelta del DHS arriva a pochi giorni dal rilascio di V4.1-Flash-1017, l'ultimo modello presentato da DeepSeek e descritto dall'azienda come più intelligente, veloce ed efficiente rispetto alle versioni precedenti. La tempistica non sembra casuale: la crescente rilevanza dei modelli cinesi, capaci di competere con ChatGPT e Gemini a costi contenuti, rende il confronto con le istituzioni statunitensi sempre più delicato, soprattutto quando entrano in gioco sicurezza nazionale e protezione dei dati.
Non si tratta, comunque, del primo tentativo di limitare DeepSeek negli ambienti governativi americani: già nel 2025 due membri del Congresso avevano proposto una legge per vietare il chatbot sui dispositivi federali. Il nuovo intervento del DHS rappresenta un passo ulteriore, ma va precisato un punto fondamentale: il provvedimento riguarda esclusivamente le agenzie civili federali e i loro rapporti con il governo. Non equivale, di per sé, a un divieto generale di utilizzo di DeepSeek per tutti i cittadini e le aziende statunitensi.