Dopo Eni, anche Q8 prolunga il tetto ai prezzi di benzina e gasolio. La misura, introdotta inizialmente per il solo mese di ottobre, resterà in vigore fino al 31 dicembre per rispondere all'emergenza caro carburanti e alle richieste del governo. L'annuncio arriva a pochi giorni di distanza da quello del gruppo guidato da Claudio Descalzi.
Un tetto 'modulare', non unico
A differenza di Eni, Q8 non applicherà un prezzo massimo unico valido per tutta la rete. La società continuerà a usare un approccio definito 'modulare', che tiene conto dei diversi modelli operativi dei punti vendita. In pratica, il limite potrà variare in funzione del territorio, del distributore e delle condizioni di mercato e approvvigionamento. Q8 si riserva di definire le modalità di applicazione seguendo l'andamento del mercato e la disponibilità dei carburanti, come già avviene dal 1° ottobre.
Le soglie di Eni e il nodo accise
Eni ha confermato il proprio tetto fino a fine anno con due soglie esplicite: 1,99 euro al litro per la benzina e 2,25 euro per il gasolio. Valori che potrebbero cambiare: il gruppo monitorerà prezzi, dinamiche di mercato e forniture, riservandosi di modificare le soglie durante la proroga. Il tetto era stato introdotto a fine settembre per trenta giorni, con il gasolio inizialmente a 2,19 euro prima di salire a 2,25 euro con la fine dello sconto fiscale sulle accise.
Il governo era intervenuto a settembre con una riduzione temporanea della tassazione sul gasolio: sconto di 12,2 centesimi al litro (Iva inclusa), poi sceso a 6,1 centesimi. La misura è terminata il 5 ottobre e dal giorno successivo le accise sono tornate ai livelli ordinari. Il meccanismo delle cosiddette accise mobili, finanziato dal maggior gettito Iva sul greggio, non è entrato immediatamente in funzione.
La fine dello sconto ha spinto verso l'alto soprattutto il prezzo del diesel, rendendo più rilevanti i sistemi di contenimento delle compagnie petrolifere. Nelle ultime settimane il costo del gasolio è stato tra le cause della mobilitazione degli autotrasportatori, con proteste e presidi in Calabria, Puglia, Campania, Sicilia, Basilicata e Molise. Dopo i confronti con il governo buona parte dei blocchi è stata rimossa o sospesa, anche se la situazione non è rientrata ovunque contemporaneamente.