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Blue Origin pronta a sostituire Crew Dragon: nuova capsula per missioni umane in orbita bassa

Blue Origin pronta a sostituire Crew Dragon: nuova capsula per missioni umane in orbita bassa Fonte: Hardware Upgrade
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Blue Origin lavora a una capsula per equipaggi in LEO con il supporto NASA. L'obiettivo è colmare il vuoto lasciato dal ritiro di Crew Dragon e dalle incertezze di Starliner

La NASA si prepara a un cambio epocale per l'accesso umano all'orbita bassa terrestre (LEO). Con SpaceX intenzionata a ritirare Falcon 9 e Crew Dragon all'inizio degli anni '30 per concentrarsi su Starship, e con Boeing ancora alle prese con la maturità di CST-100 Starliner, il vuoto di capacità per il trasporto di astronauti verso le future stazioni commerciali diventa un rischio concreto. In questo scenario, Blue Origin emerge come possibile soluzione con un veicolo spaziale dedicato.

Un progetto in fase di test

Secondo indiscrezioni di Eric Berger di ArsTechnica, la società di Jeff Bezos sta sviluppando una capsula per equipaggi chiamata semplicemente Space Vehicle (SV). Un team ristretto sta lavorando al progetto, con test già in corso: prove nella galleria del vento di Langley con la collaborazione NASA, attività nel centro ricerche di Ames e verifiche sui paracadute per il rientro. Sebbene le informazioni pubbliche siano scarse, l'esistenza di hardware in fase di test suggerisce un programma ben avviato, anche se le tempistiche restano incerte.

Il CEO di Blue Origin, Dave Limp, ha confermato indirettamente l'impegno: "Eric ha centrato il punto. Abbiamo effettuato investimenti significativi nelle tecnologie per i voli spaziali umani negli ultimi due anni". Parte del know-how potrebbe derivare dalla capsula di New Shepard, il sistema suborbitale attualmente sospeso per lasciare spazio a New Glenn. Nonostante le differenze tra missioni di pochi minuti e permanenze orbitali di mesi, alcune tecnologie potrebbero essere trasferite.

Il ruolo della NASA e le prospettive future

Blue Origin non ha rivelato specifiche tecniche della sua capsula LEO, ma il supporto della NASA potrebbe rivelarsi cruciale per offrire un'alternativa a Starliner. Starship, pur avendo un volume pressurizzato adatto a fungere da stazione spaziale, non è ottimale per il trasporto di equipaggi dalla superficie all'orbita a causa di massa e dimensioni. La capsula di Blue Origin potrebbe quindi colmare un vuoto operativo, garantendo continuità nell'accesso umano allo spazio mentre le stazioni commerciali prendono forma.

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