A partire dal mese prossimo, gli utenti di ChatGPT con abbonamento Plus, Pro e Business dovranno fare i conti con un nuovo sistema di conteggio delle risorse. OpenAI ha annunciato che il plafond di token a disposizione sarà condiviso tra il chatbot — che ingloberà anche Work — e Codex. Una decisione che, a seconda del modello scelto e della complessità delle attività svolte, potrebbe portare a limitazioni finora sconosciute.
Addio limiti separati
L'avviso pubblicato da OpenAI chiarisce un punto importante: le chat istantanee non incideranno sul consumo condiviso. In questi giorni, inoltre, gli utenti stanno ricevendo email che li avvisano della fusione tra Chat e Work in un unico ambiente. Come si legge nel messaggio, sarà possibile importare file e plugin e chiedere a ChatGPT di creare un sito web o una presentazione, supervisionando il lavoro in tempo reale. Codex resterà invece un'esperienza separata all'interno dell'app desktop.
Transizione graduale e crediti extra
OpenAI sa bene che queste novità potrebbero impattare sul flusso di lavoro di alcuni abbonati e mette le mani avanti: sostiene che la maggior parte degli utenti non dovrebbe avvertire l'effetto e invita comunque a monitorare le risorse residue. Se si raggiunge il limite, le opzioni sono tre: attendere il ripristino, passare a un piano superiore oppure acquistare crediti per continuare a usare le funzionalità idonee.
Il vero obiettivo è chiaro: monetizzare l'attività del servizio. Qualcuno riterrà la scelta giusta, preferibile a un rincaro generalizzato. Ma i power user, inevitabilmente, si troveranno spinti verso una spesa aggiuntiva. Una mossa che ridisegna l'economia degli abbonamenti e che potrebbe far riflettere chi usa ChatGPT in modo intensivo per lavoro.