Anthropic ha depositato lunedì il modulo S-1 in vista della quotazione, attesa per la metà di novembre sul Nasdaq con il ticker ANT. Tra i fattori di rischio elencati nel documento ce n'è uno che, per ammissione della stessa società, pesa più degli altri: l'ambiente politico e regolatorio. I numeri raccontano una crescita imponente accompagnata da perdite altrettanto enormi: nel primo semestre 2026 l'azienda dichiara ricavi per oltre 16 miliardi di dollari e una perdita netta di 80 miliardi, con le azioni di Classe A destinate al Nasdaq Global Select Market.
Un livello di controllo mai visto nel settore
I segnali sono disseminati in tutto il documento: la parola scrutiny, cioè controllo, ricorre più di 30 volte, un livello di attenzione raro e paragonabile a quello riservato in passato al tabacco o ai social media. Anthropic scrive di poter essere presa di mira in modo sproporzionato o selettivo proprio a causa delle sue posizioni sulla sicurezza dell'AI. Il documento non nomina il presidente né la sua amministrazione, ma il sottotesto è difficile da fraintendere: le conseguenze elencate sono concrete, da indagini e applicazione delle norme a geometria variabile rispetto ai concorrenti fino a un trattamento peggiore nelle gare pubbliche e nelle decisioni sui visti per il personale.
Sul fronte assicurativo, la società avverte che l'intero comparto potrebbe non avere né le competenze né la capacità di coprirla in caso di incidente catastrofico legato all'AI. Anthropic riconosce inoltre di aver sostenuto gruppi politici e di essersi espressa sulla politica dell'AI, e prevede di continuare a farlo: un'attività di advocacy che, unita alle dichiarazioni dei dirigenti, potrebbe esporla a iniziative a cui rivali in situazione analoga non sarebbero soggetti.
Il calendario elettorale non aiuta
L'attuale Congresso a guida repubblicana non ha messo la propria volontà politica al servizio di limiti alle imprese dell'AI, ma elettori di entrambi i partiti condividono largamente l'opposizione ai data center e la preoccupazione per i posti di lavoro che l'AI può sostituire. Con le elezioni di metà mandato dietro l'angolo e i nuovi eletti che giureranno a gennaio, la finestra di tranquillità si misura in poche settimane. Ad agosto, candidati democratici e repubblicani avevano speso insieme più di 35 milioni di dollari in spot contrari a queste strutture, e quasi l'8 per cento degli annunci video ne parlava, contro l'1 per cento di un anno prima.
In Ohio la corsa al Senato è data in equilibrio e la posizione sui data center potrebbe risultare decisiva: un memo interno del comitato senatoriale repubblicano avvertiva che Jon Husted rischiava di perdere il seggio proprio per la sua storia in materia, con lo stato che tra il 2017 e il 2024 ha concesso 2,5 miliardi di dollari di sgravi fiscali alle strutture. Lo sfidante democratico Sherrod Brown ha costruito la campagna sull'opposizione agli impianti, oltre 200 nello stato, e un recente sondaggio lo dà avanti di 11 punti percentuali sulla gestione dello sviluppo infrastrutturale.
La frattura è meno netta ma non meno presente altrove: in New Jersey i candidati di entrambi gli schieramenti vogliono rallentare l'espansione degli impianti, in Pennsylvania il governatore Josh Shapiro e la sfidante Stacy Garrity si accusano a vicenda di cambiare posizione sul tema. In Texas James Talarico promette di abrogare la legge firmata da Greg Abbott nel 2015 che garantisce 20 anni di sgravi ai data center iperscalabili, mentre in Michigan Abdul El-Sayed propone di sospendere l'addestramento dei modelli e di istituire un'agenzia ministeriale per ispezionare i laboratori di AI. I nuovi rappresentanti eletti a novembre si insedieranno a gennaio: per Anthropic, il conto alla rovescia è già iniziato.