OpenAI ha diffuso i dati relativi a ChatGPT for Teens, la versione del chatbot dedicata agli adolescenti lanciata di recente. Secondo quanto riportato, gli under 18 trascorrono sulla piattaforma meno di 15 minuti al giorno e meno del 2% supera le tre ore consecutive di utilizzo. Numeri che, secondo l'azienda californiana, dimostrano come il prodotto sia progettato per apprendere e creare, non per generare dipendenza. La pubblicazione del report arriva però nello stesso giorno delle critiche mosse da Common Sense Media, organizzazione non profit attiva nella tutela dei minori nel digitale.
Le funzionalità pensate per i genitori
ChatGPT for Teens include strumenti specifici per limitare l'uso eccessivo. I genitori possono impostare le ore di silenzio, ovvero fasce orarie in cui il chatbot non è accessibile, e ricevere promemoria che invitano i ragazzi a fare una pausa. Stando ai dati raccolti in circa due mesi, quando compare un avviso di pausa, in quasi la metà dei casi gli adolescenti interrompono la conversazione entro cinque minuti. OpenAI sottolinea inoltre che il tempo medio di utilizzo è molto inferiore alle 5 ore al giorno che i teenager passano sui social media, un confronto pensato per ribadire la vocazione educativa dello strumento.
La modalità studio e il progetto College Planner
Sul fronte dell'apprendimento, la modalità studio ha registrato numeri significativi: quasi 1,2 milioni di adolescenti l'hanno usata per comprendere concetti matematici e scientifici, mentre oltre 180.000 l'hanno sfruttata per ricevere supporto passo dopo passo. Tuttavia, Common Sense Media contesta l'efficacia di questa funzione, sostenendo che sia facile aggirare il meccanismo e chiedere a ChatGPT di svolgere l'intero compito al posto dello studente. Una critica che mette in discussione le protezioni promesse da OpenAI.
Nel frattempo, l'azienda ha annunciato College Planner, uno strumento che aiuta gli adolescenti a pianificare il percorso universitario. La mossa conferma la strategia di OpenAI di espandere l'offerta educativa, ma il dibattito sull'effettiva sicurezza di ChatGPT for Teens resta aperto. La coincidenza temporale tra i dati positivi e le accuse di Common Sense Media suggerisce che la partita sulla tutela dei minori nel settore dell'IA è tutt'altro che conclusa.