SpaceX non è più soltanto sinonimo di razzi e satelliti. Secondo i risultati finanziari più recenti diffusi dall'azienda, il terzo trimestre del 2026 si è chiuso con ricavi pari a circa 13 miliardi di euro, in crescita del 161% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Un balzo che racconta una trasformazione profonda: accanto alla costruzione di lanciatori e costellazioni, la società ha costruito un'attività altrettanto complessa, ovvero realizzare le infrastrutture necessarie per alimentare i sistemi di intelligenza artificiale più avanzati.
L'AI vale più della metà del fatturato
Il dato più significativo riguarda la composizione dei ricavi. Il segmento legato all'intelligenza artificiale è ormai responsabile di oltre il 52% del fatturato complessivo, superando quindi la parte tradizionale del business. La divisione ribattezzata Super Intelligence ha generato da sola circa 6,8 miliardi di euro, superando le aspettative degli analisti e confermando la solidità della scommessa fatta dal gruppo.
Dietro questi numeri ci sono asset ben precisi: la piattaforma Grok, l'ambiente di programmazione Cursor recentemente acquisito e soprattutto l'espansione dei data center dedicati all'elaborazione AI. È proprio quest'ultima voce a fare la differenza, perché garantisce a SpaceX il controllo diretto dell'infrastruttura computazionale su cui girano i modelli, riducendo la dipendenza da fornitori esterni e trasformando la capacità di calcolo in una vera e propria fonte di ricavo.
Un modello ibrido che paga
Il quadro che emerge è quello di un'azienda sempre più ibrida, capace di combinare spazio e intelligenza artificiale in un'unica strategia industriale. Starlink continua a crescere e a fornire connettività globale, ma sono i servizi AI a trainare la crescita economica. Se questa traiettoria verrà confermata nei prossimi trimestri, SpaceX potrebbe consolidarsi come uno dei principali operatori dell'infrastruttura digitale mondiale, non solo come pioniere dell'esplorazione spaziale.