Microsoft ha rilasciato gli aggiornamenti di sicurezza per tutti i suoi software, Windows 11 incluso, correggendo la cifra record di 1.413 vulnerabilità in un solo mese. Il dato supera il precedente primato di settembre e, da solo, è superiore all'intero totale del 2020 (1.261). Le sole falle di Windows sono 1.102, mentre tra gennaio e ottobre l'azienda di Redmond ha già sistemato oltre 4.000 vulnerabilità.
La svolta MDASH: 100 agenti AI al lavoro
Il balzo esponenziale è legato all'adozione, da giugno, dell'infrastruttura MDASH (Multi-Model Agentic Scanning Harness), che scansiona il codice con oltre 100 agenti AI specializzati. Questo ha accelerato l'individuazione dei difetti e permesso di scrivere patch in quantità molto maggiore. L'andamento è evidente: 663 vulnerabilità a luglio, 457 ad agosto, 999 a settembre e il picco di ottobre.
Per orientare gli amministratori IT, Microsoft ha introdotto le coorti di rischio: gruppi di vulnerabilità simili raggruppate per componente interessato, come filesystem, grafica o kernel. Una classificazione pensata per stabilire le priorità di installazione, riducendo il rischio di interventi dannosi per le aziende.
Un solo zero-day attivamente sfruttato
La priorità massima resta riservata alle vulnerabilità zero-day attivamente sfruttate. Per ottobre ne è stata segnalata una sola: CVE-2026-96951, presente nella Windows Shell, che consente di aggirare la protezione Mark of the Web tramite un file infetto scaricato da un sito o allegato a un'email. Resta però aperto il nodo sulla verifica umana delle patch prima della distribuzione: lasciare tutto all'AI, avvertono gli esperti, potrebbe rappresentare un rischio eccessivo.