Era solo questione di tempo: dopo la musica generata dall'AI e l'invasione di contenuti sintetici sui social, anche il cinema si arrende all'intelligenza artificiale. Arriva così Merry the Christmas Witch, il primo film di Natale interamente realizzato con strumenti generativi, prodotto da TW3 Entertainment e tratto dal libro dell'autrice Bobbi Hess. Un esperimento che dimostra come la Silicon Valley abbia ormai messo gli occhi sul grande schermo.
Da 80 milioni a 1,5 milioni di dollari
Il produttore Tom Walsh racconta a Variety di aver sempre sognato di portare la storia al cinema, ma di essersi trovato davanti a un muro economico: servivano circa 80 milioni di dollari di budget. Grazie all'AI, il progetto è costato appena 1,5 milioni. «Eravamo in un vicolo cieco — spiega — l'industria non è davvero aperta alle nuove idee e alle nuove storie, il che rende le cose difficili per i cineasti indipendenti».
La produzione ha comunque assunto una squadra di circa cinquanta professionisti del cinema, incaricati di guidare strumenti come Nano Banana, Seedance ed Eleven Labs su quali contenuti generare. «La qualità della vostra produzione AI dipende dalla qualità della vostra squadra di produzione tradizionale», insiste il CEO, rivendicando un approccio ibrido tra maestranze umane e modelli generativi.
Distributori ancora scettici
Nonostante l'entusiasmo, il futuro del film resta incerto: Merry the Christmas Witch non ha ancora trovato un distributore disposto a portarlo nelle sale. Walsh si dice «leggermente preoccupato» ma felice di aver corso il rischio, e sostiene che il pubblico non dovrebbe chiedersi se un film è umano o meno prima di valutare se gli piace. Un ragionamento che, per ora, non ha convinto chi dovrebbe diffonderlo.
Il caso si inserisce in una tendenza più ampia: quest'anno Darren Aronofsky ha annunciato la serie On This Day… 1776, in India è già arrivato in sala il primo film realizzato con l'AI e Elon Musk ha promesso una versione dell'Odissea firmata Grok. Il Natale, evidentemente, non fa eccezione.