Lo stop europeo alle nuove auto con motore a combustione dal 2035 potrebbe subire un ulteriore ridimensionamento. Nella notte i negoziatori dei tre principali gruppi centristi dell'Europarlamento – Partito Popolare Europeo, Socialisti e Democratici e Renew Europe – hanno raggiunto un compromesso sulla revisione dei limiti di emissioni per le nuove automobili, secondo quanto riportato dallo Spiegel.
Un obiettivo effettivo all'87,5%
La proposta prevede per il 2035 una riduzione delle emissioni allo scarico del 95% rispetto ai livelli del 2021. Grazie ai crediti legati all'utilizzo di acciaio prodotto con minori emissioni, il target effettivo potrebbe scendere fino all'87,5%. In entrambi i casi, rispetto all'attuale obiettivo del 100%, resterebbe margine per vendere anche dopo il 2035 alcune nuove auto ibride e con motore a combustione.
L'intesa riguarda per ora solo i negoziatori dei tre gruppi politici e dovrà superare diversi passaggi parlamentari prima di diventare la posizione ufficiale dell'Europarlamento. Il primo banco di prova è fissato per giovedì 22 ottobre, quando le commissioni Trasporti e Industria dovrebbero esprimersi sul pacchetto. La commissione Ambiente, competente sul dossier, dovrebbe seguirle all'inizio di novembre, mentre il voto dell'intera assemblea è atteso a dicembre. Solo dopo si dovrà trovare un'intesa anche con gli Stati membri.
La partita tra Parlamento e Consiglio
La normativa segue la procedura legislativa europea ordinaria e la posizione del Parlamento dovrà confrontarsi con quella del Consiglio. La regola attualmente in vigore prevede dal 2035 una riduzione del 100% delle emissioni di anidride carbonica allo scarico per le nuove auto e i nuovi furgoni, equivalente a un obiettivo di 0 g/km. Con l'Automotive Package presentato a dicembre, Bruxelles aveva già proposto di sostituire l'obiettivo del 100% con una riduzione del 90%, compensando il restante 10% attraverso acciaio europeo a basse emissioni oppure carburanti come e-fuel e biocarburanti.
Parallelamente si muove anche il fronte degli Stati membri: Germania e Francia hanno raggiunto di recente una posizione comune che prevede una riduzione del 90% delle emissioni entro il 2035, senza l'obbligo di compensare integralmente il restante 10% attraverso acciaio verde o combustibili alternativi. L'accordo tra Berlino e Parigi potrebbe avere un peso rilevante nella costruzione della posizione del Consiglio, anche se servirà una maggioranza qualificata. I due Paesi stanno negoziando anche su requisiti "Made in Europe", sostegno all'industria locale e accesso agli incentivi.
La revisione delle regole sul 2035 è solo una parte dell'Automotive Package. La Commissione vuole utilizzare i cosiddetti "super crediti" per favorire le piccole elettriche economiche prodotte in Europa: la nuova categoria riguarda auto lunghe non più di 4,2 metri, e venderle dovrebbe pesare maggiormente nel calcolo delle emissioni medie della gamma di un costruttore. Sono previste anche maggiore flessibilità per gli obiettivi intermedi del 2030 e misure specifiche per i furgoni, con il target di abbattimento che scenderebbe dal 50 al 40%.