Intel ha firmato un accordo per rilevare Classiq, azienda specializzata in software per il calcolo quantistico. L'operazione, annunciata nelle scorse ore, segna un passo decisivo nella strategia del colosso di Santa Clara: dopo aver consolidato il dominio su CPU, GPU e ASIC, ora la scommessa si sposta sulle QPU, le unità di elaborazione quantistica. La chiusura dell'operazione è prevista nella prima metà del 2027.
Un'offerta full-stack per il calcolo quantistico
L'acquisizione unisce la piattaforma di sintesi di algoritmi quantistici di Classiq ai qubit di spin in silicio sviluppati da Intel. L'obiettivo è chiaro: costruire un'offerta full-stack, capace di coprire l'intera filiera, dall'hardware al software di programmazione. Un approccio che ricorda la strategia vincente già adottata nel mondo classico, dove Intel controlla sia i processori che l'ecosistema di sviluppo.
Perché Classiq è strategica
Classiq è nota per la sua capacità di tradurre problemi complessi in circuiti quantistici ottimizzati, riducendo la necessità di competenze specialistiche da parte degli sviluppatori. Integrare questa tecnologia con i qubit di Intel potrebbe accelerare l'adozione del calcolo quantistico in settori come la chimica farmaceutica, la logistica e la finanza, dove la potenza di calcolo tradizionale mostra limiti sempre più evidenti.
La mossa di Intel arriva in un momento di forte competizione: IBM, Google e Microsoft stanno investendo miliardi nel quantum computing, mentre le startup specializzate attirano capitali record. Con l'acquisizione di Classiq, Intel punta a ritagliarsi un ruolo da protagonista in una corsa tecnologica che, secondo gli analisti, definirà l'industria dei prossimi decenni. L'attesa è ora per il primo semestre del 2027, quando l'operazione dovrebbe concludersi e mostrare i primi frutti di questa scommessa.