La commissione ENVI del Parlamento europeo ha messo sul tavolo una proposta destinata a far discutere: ridurre le emissioni di CO2 delle auto dell'87,5% entro il 2035, un passo intermedio rispetto all'obiettivo finale del 95% previsto dal regolamento europeo. Il meccanismo, pensato per rendere più graduale e sostenibile la transizione del settore automotive, introduce un sistema di crediti legati all'uso di acciaio europeo a basse emissioni.
Come funzionano i crediti per l'acciaio verde
Il cuore della proposta è un credito fino al 7,5% che i costruttori potrebbero ottenere utilizzando acciaio prodotto in Europa con tecnologie a basse emissioni di carbonio. In pratica, una parte della riduzione complessiva richiesta alle case automobilistiche potrebbe essere coperta non solo dalle auto elettriche, ma anche dalla decarbonizzazione della filiera produttiva. Un incentivo che punta a rafforzare la competitività dell'industria siderurgica continentale, sempre più sotto pressione dalla concorrenza extra-UE.
Un equilibrio tra ambiente e industria
La proposta nasce dalla necessità di trovare un compromesso tra le ambizioni climatiche dell'Unione europea e la salvaguardia di un settore strategico come l'automotive, che teme contraccolpi occupazionali e produttivi. L'obiettivo dell'87,5% al 2035, invece del 95% secco, offrirebbe alle aziende un margine maggiore per adeguare le proprie gamme e le catene di fornitura, senza rinunciare alla traiettoria verso la mobilità a zero emissioni.
La palla ora passa al confronto tra le istituzioni europee: se approvata, la misura rappresenterebbe un cambio di passo significativo nelle politiche climatiche per i trasporti, con effetti diretti su prezzi, investimenti e strategie industriali dei principali gruppi automobilistici del continente.