La NASA e il Dipartimento dell'Energia (DoE) hanno siglato un memorandum d'intesa per accelerare lo sviluppo di tecnologie nucleari spaziali di prossima generazione. L'obiettivo è ambizioso: lanciare e installare un reattore nucleare sulla Luna entro il 2030, in grado di fornire energia elettrica alla base lunare durante le lunghe notti buie, quando il sole non è disponibile per circa due settimane terrestri. L'accordo, intitolato "Accelerare la leadership americana nell'energia e nella propulsione nucleare spaziale", definisce un quadro di collaborazione completa tra le due agenzie, dalla ricerca avanzata alla produzione di combustibile, fino ai test e all'integrazione per il lancio.
La "NASA nucleare" e i test dal 2028
Jared Isaacman, amministratore della NASA, ha parlato di una vera e propria era della "NASA nucleare", definendola una trasformazione fondamentale per l'esplorazione spaziale. Il primo passo concreto sarà il lancio della Space Reactor-1 Freedom nel 2028, la prima navicella a propulsione nucleare dell'agenzia, diretta verso Marte per rilasciare tre elicotteri simili a Ingenuity. I dati raccolti serviranno poi allo sviluppo del Lunar Reactor-1, il reattore che alimenterà habitat, sistemi di comunicazione, rover e infrastrutture critiche sulla superficie lunare. L'ordine esecutivo firmato da Donald Trump il 18 dicembre 2025 aveva già fissato la scadenza del 2030 per un reattore pronto al lancio.
Rischi e concorrenza internazionale
Non mancano le preoccupazioni. Diversi scienziati hanno evidenziato i potenziali pericoli legati al lancio: in caso di esplosione del razzo, i detriti potrebbero disperdere materiale radioattivo sulla Terra. Se il reattore precipitasse in mare, l'acqua rallenterebbe i neutroni, aumentando la probabilità di scissione atomica e innescando una reazione a catena con rilascio di radiazioni. Un'esplosione sulla Luna, invece, disperderebbe il materiale su un'area molto vasta a causa della bassa gravità. Nel frattempo, anche la Russia punta a installare un reattore lunare entro il 2036, in collaborazione con la Cina, in una nuova corsa allo spazio a sfondo nucleare.