L'industria dei videogiochi alza la voce contro voices38, il misterioso cracker specializzato nell'aggiramento di Denuvo Anti-Tamper, il sistema antipirateria usato da numerosi giochi per PC. L'Entertainment Software Association (ESA), che rappresenta i giganti del settore, ha chiesto ufficialmente di inserire il suo nome nella prossima Notorious Markets List, l'elenco annuale con cui il governo americano individua le principali minacce al diritto d'autore.
Un fantasma senza sito né identità
A differenza dei tradizionali portali pirata, voices38 non ha un sito proprio e la sua identità resta ignota. Secondo l'ESA, gli vengono attribuiti circa 24 giochi con protezioni rimosse o aggirate. Una volta pubblicati, i crack vengono ripresi da altri gruppi e distribuiti tramite siti torrent, servizi di file hosting e forum. Per l'associazione, inserirlo nella lista faciliterebbe le indagini e ostacolerebbe la diffusione dei giochi piratati. Denuvo ha già citato in giudizio presso un tribunale federale della California e ha chiesto informazioni a Discord, Valve e Reddit. Le azioni legali, però, non sembrano aver fermato il cracker, che ha recentemente rilasciato nuove versioni di Atomfall e The Adventures of Elliot: The Millennium Tales, oltre a una correzione per Dead Space Remake.
FitGirl e le stime da 1,08 miliardi
Tra gli altri nomi segnalati dall'ESA torna FitGirl, già presente nelle liste del 2024 e del 2025. Il sito, specializzato in versioni compresse di giochi piratati, è bloccato anche in Italia, ma ad agosto avrebbe registrato 41,77 milioni di visite. L'associazione stima perdite superiori a 1,08 miliardi di dollari tra marzo e agosto 2026, calcolate attribuendo un mancato acquisto da 69,99 dollari a ciascuno dei oltre 15,4 milioni di utenti rilevati nelle reti peer-to-peer. Una stima teorica, che non dimostra quanti avrebbero realmente comprato i giochi. Nelle segnalazioni compaiono anche Anbernic, per le console portatili vendute con giochi non autorizzati, e piattaforme come G2A, FunPay ed Eldorado.gg. Spetterà ora alle autorità statunitensi decidere quali nomi inserire nella lista, una designazione che non comporta automaticamente sanzioni o chiusure.