La protesta degli autotrasportatori nel Sud Italia contro il caro carburanti, iniziata la scorsa settimana, non si limita a mettere in crisi il rifornimento di beni alimentari. A lanciare l'allarme è ora AIRES, l'Associazione italiana dei venditori di elettrodomestici, che segnala pesanti ripercussioni anche sulla distribuzione di elettronica di consumo ed elettrodomestici. Un settore che, pur non trattando prodotti deperibili, rischia conseguenze economiche immediate.
Prodotti fermi, vendite perse
"Il fatto che i nostri prodotti non siano deperibili non significa che possano restare fermi senza conseguenze per le imprese e per i consumatori", ha dichiarato in una nota Andrea Scozzoli, Presidente di AIRES. Il nodo è economico: ogni giornata di agitazione genera mancate vendite che peseranno sul bilancio dell'anno. "Non possiamo dare per scontato che quanto non viene venduto oggi sarà recuperato domani", ha aggiunto Scozzoli, sottolineando come la domanda non si sposti automaticamente in avanti.
Secondo l'associazione, il protrarsi del blocco compromette sia l'attività di vendita sia il servizio al consumatore. Il problema è particolarmente sensibile per i grandi elettrodomestici, che richiedono una consegna a domicilio e dipendono da una logistica efficiente. Con i camion fermi, gli ordini restano bloccati e i clienti finali non ricevono i prodotti acquistati.
L'incontro di domani con Salvini
Scozzoli guarda ora con fiducia all'incontro in programma domani, 20 ottobre, tra il ministro delle Infrastrutture Salvini e le rappresentanze dell'autotrasporto. La mattina saranno ascoltate le associazioni nazionali di categoria e i sindacati; nel primo pomeriggio toccherà alle delegazioni territoriali, comprese quelle degli autotrasportatori di Sicilia, Calabria e Puglia, tra i primi protagonisti delle proteste.
Il confronto sarà decisivo per sbloccare una situazione che, oltre al comparto alimentare, sta mettendo in difficoltà la filiera dell'elettronica e degli elettrodomestici. Per AIRES, ogni giorno in più di stop significa vendite perse e un servizio ai consumatori sempre più compromesso: la soluzione negoziale è attesa con urgenza dalle imprese del settore.