Il mercato dei personal computer sta attraversando una delle fasi più complesse degli ultimi anni. Secondo i dati diffusi da IDC relativi al terzo trimestre del 2026, le spedizioni globali di PC hanno registrato un calo superiore al 20% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Un crollo che non risparmia nessuno dei principali produttori e che riaccende i riflettori su una crisi di componenti mai del tutto risolta.
La carenza di chip di memoria pesa sui costi
Il fattore scatenante di questa contrazione è la carenza di chip di memoria, che continua a far salire vertiginosamente i costi dei componenti. L'aumento dei prezzi delle memorie DRAM e NAND ha un effetto domino: i produttori si trovano a dover fare i conti con margini sempre più stretti, mentre i consumatori finali vedono aumentare il prezzo finale dei dispositivi. La domanda, già debole per via di un ciclo economico incerto, si raffredda ulteriormente.
I tre maggiori produttori mondiali – Lenovo, HP e Dell – sono i più esposti a questa tempesta perfetta. Le loro quote di mercato restano rilevanti, ma i volumi spediti sono in netta flessione. Lenovo mantiene la leadership, seguita da HP e Dell, ma tutte e tre le aziende hanno dovuto rivedere le previsioni per la seconda metà dell'anno. La carenza di chip non riguarda solo le memorie: anche altri componenti critici, come i controller e alcuni chipset, mostrano segnali di scarsità.
Prospettive e possibili scenari
Gli analisti di IDC non escludono che la situazione possa protrarsi anche nei prossimi trimestri, con un possibile impatto sui prezzi al dettaglio e sulle strategie di prodotto. Alcuni produttori stanno valutando di ridurre la produzione di modelli entry-level per concentrarsi su fasce più alte, dove i margini sono maggiori. Nel frattempo, il mercato dei PC usati e ricondizionati potrebbe guadagnare terreno, offrendo un'alternativa conveniente a chi non può permettersi un nuovo dispositivo. La ripresa, secondo le previsioni, non arriverà prima della seconda metà del 2027, quando la capacità produttiva di memorie dovrebbe tornare in equilibrio con la domanda.