Apple ha finalmente reso disponibile sul sito ufficiale la configurazione del Mac Studio con 512 GB di RAM, opzione annunciata a fine agosto e attesa entro ottobre. A trainare la domanda è soprattutto il mondo dello sviluppo di intelligenza artificiale: il desktop compatto è tra i preferiti per l'esecuzione locale di modelli di grandi dimensioni, grazie a prestazioni che non temono il confronto. Il conto, però, è salato.
Prezzi fuori scala
La memoria da 512 GB è supportata unicamente dal chip M5 Ultra, con CPU a 36 core e GPU a 80 core, ovvero la variante più potente. La configurazione base con 1 TB di storage costa 25.179 euro: per rendere l'idea, la Fiat 500e parte da 21.700 euro e la Jeep Avenger da 24.200 euro. In pratica, il Mac Studio top di gamma costa più di un'automobile.
Le versioni intermedie con 96 e 128 GB di RAM si attestano rispettivamente a 8.129 e 12.529 euro. Chi punta alla configurazione massima, con chip M5 Ultra, 512 GB di RAM e 16 TB di storage, deve mettere in conto 33.429 euro. La variante con chip M5 Max (CPU a 18 core e GPU a 40 core) si ferma invece a 128 GB di RAM, a partire da 5.909 euro.
L'effetto del caro-memoria
L'aumento dei prezzi non è solo una scelta di posizionamento: pesa anche il cosiddetto RAMaggedon, l'impennata dei costi delle memorie che sta condizionando l'intero settore. Il fenomeno contribuisce a rendere proibitiva la configurazione da 512 GB, complicata anche dalle difficoltà di approvvigionamento che avevano spinto Apple a rinviare il lancio.
Per molti sviluppatori potrebbe rivelarsi più conveniente un portatile: il nuovo MacBook Pro da 14 pollici con chip M5 Max, 128 GB di RAM e 16 TB di storage costa 15.859 euro, mentre il modello da 16 pollici arriva a 16.199 euro. Meno memoria, ma anche un conto decisamente più digeribile.