Quante volte ti è capitato di porre una domanda semplice a ChatGPT e ricevere una risposta prolissa e piena di fronzoli? Oppure, al contrario, di spiegare con cura le tue esigenze e ottenere una risposta laconica e insoddisfacente? La tentazione è quella di aggiungere istruzioni su istruzioni, fino a scrivere richieste lunghe come un contratto d'affitto. Ma esiste un approccio molto più semplice ed efficace: aggiungere una barra obliqua seguita da una parola chiave all'inizio del messaggio. Basta scrivere /critico o /umano e la risposta cambia completamente direzione.
È bene chiarirlo subito: non esiste un menu nascosto di OpenAI che si attiva con la barra. Si tratta di scorciatoie che il modello comprende dal contesto. Per questo funzionano anche con Gemini, Claude e gli altri assistenti basati sull'intelligenza artificiale. La barra è solo un segnale ben visibile che indica all'assistente che la parola che segue spiega come rispondere e non fa parte della domanda. Ecco i nove comandi che vale la pena tenere a portata di mano.
I comandi per umanizzare e criticare
I testi generati dall'AI spesso "puzzano" di finto, come i mobili appena tolti dall'imballo: frasi tutte della stessa misura, collegamenti prefabbricati, spiegazioni non richieste e una levigatezza un po' sospetta. Il comando /umano serve a sporcarli quanto basta perché sembrino scritti da una persona in carne e ossa. È particolarmente utile quando si scrive una bozza e poi si chiede all'AI di revisionarla: troppo spesso il chatbot riscrive tutto, mentre con /umano si fanno solo piccole correzioni senza cambiarne lo stile. Gli assistenti virtuali hanno un altro difetto evidente: sono piacioni. Si presenta un'idea e trovano sempre qualcosa di incoraggiante da dire prima di arrivare ai problemi. Va benissimo quando si cerca sostegno morale, molto meno quando si deve capire se l'idea sta in piedi. Il comando /critico chiarisce che non si vuole una pacca sulla spalla, ma i punti deboli, i rischi e le cose a cui non si è pensato. Funziona con proposte di lavoro, progetti, acquisti importanti e con tutto ciò a cui ci si affeziona un po' troppo.
A volte il contesto non interessa a nessuno: serve la risposta, e basta. Il comando /riassunto è perfetto per messaggi chilometrici, comunicati stampa, manuali e articoli di cui si vuole capire la sostanza prima di decidere se leggerli tutti. Fa da setaccio: la farina passa, i grumi restano fuori. Poi c'è il problema opposto, l'eccesso di spiegazioni. Quando si conosce già un argomento, leggere tre paragrafi di introduzione prima della parte utile è esasperante. Il comando /esperto dice all'AI di dare per scontate le conoscenze di base. Qui un po' di contesto aiuta, perché "esperto" vuol dire cose diverse a seconda del campo: un sommelier e un tecnico di reti informatiche non partono dallo stesso livello. Specificare le competenze che il chatbot deve dare per scontate lo porta direttamente al livello giusto.
Comandi per organizzare e mettere in discussione
Se si danno ottocento parole a ChatGPT chiedendo di fare tre modifiche, non si vogliono indietro altre ottocento parole: si vuole sapere cosa è cambiato. Il comando /differenze mostra solo le frasi che verrebbero cambiate e le sostituzioni. Non serve solo per la scrittura: funziona anche con il codice, con le istruzioni per l'AI e con qualsiasi documento in cui confrontare due versioni quasi identiche costa più fatica della correzione stessa. ChatGPT adora la prosa, ma a volte serve solo un elenco da scorrere in pochi secondi. Il comando /elenco fa capire subito che tipo di risposta serve. Torna utile per prepararsi a una riunione, mettere in fila pro e contro, decidere un acquisto, raccogliere idee. In generale ogni volta che si cercano informazioni e non una spiegazione ben confezionata. Se /elenco mette ordine nei pensieri, /tabella mette ordine nei confronti, ed è forse il più utile dei nove. Invece di ripetere ogni volta "metti tutto in una tabella con le colonne per...", basta una parola. Le categorie conviene indicarle comunque, ma per un confronto rapido il comando trasforma un muro di testo in una griglia che si legge a colpo d'occhio.
Il comando /avvocato del diavolo va usato quando si è convinti di aver già deciso, cioè proprio quando sarebbe il caso di ripensarci. Non si chiede all'assistente se è d'accordo, ma di costruire l'argomento più solido possibile contro di sé. È un ottimo antidoto al pregiudizio di conferma, quell'abitudine molto umana di cercare solo le prove che ci danno ragione. Se il contrattacco non fa cambiare idea, almeno si decide sapendo cosa c'era dall'altra parte. Infine, l'idea del comando /paperella di gomma viene dalla programmazione: c'è un metodo famoso che consiste nello spiegare il proprio codice, riga per riga, a una paperella di gomma appoggiata sulla scrivania. A forza di raccontarlo, l'errore spesso salta fuori da solo. Qui la paperella la fa ChatGPT: l'assistente smette di fare il distributore automatico di risposte e diventa un compagno di ragionamento. Invece di sfornare subito una soluzione in dieci punti costruita su informazioni incomplete, prima fa domande. E intanto si continua a usare la testa, cosa non scontata ora che si delega all'AI perfino la lista della spesa.
Pochi lo sanno, ma i comandi si possono anche creare su misura. La barra non ha poteri magici: è solo il modo più semplice per creare un segnale riconoscibile. Se si vuole che un comando funzioni sempre allo stesso modo, va definito nelle istruzioni personalizzate di ChatGPT. Per esempio, si può specificare che quando un messaggio inizia con /critico, l'assistente deve saltare i complimenti e concentrarsi sui punti deboli, sugli errori nei fatti e sulle informazioni mancanti. Oppure che quando si usa /umano, deve riscrivere il testo variando la lunghezza delle frasi in modo naturale ed eliminare le formule tipiche dell'AI e i collegamenti inutili. In questo modo, le scorciatoie diventano strumenti personalizzati e ancora più efficaci per ottenere esattamente ciò che si desidera.